simone di stefanoRoma, 3 set – Tutto pronto per “Direzione Rivoluzione”, la festa nazionale di CasaPound Italia che quest’anno si svolgerà l’11, 12 e 13 settembre a Milano. Un appuntamento che ha già creato scompiglio nel capoluogo lombardo, dove la giunta Pisapia ha messo in campo la consueta quota di intolleranza politica per cercare di mandare a monte l’evento. “Il Pd ogni volta salta fuori con queste storie: sono al governo, se possono farlo sciolgano CasaPound e avverino il loro sogno bagnato. Ma sanno di non poterlo fare”, spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di Cpi.

Il Comune di Milano ha aperto le danze delle polemiche con uno status anti-CasaPound sul profilo Facebook ufficiale del comune. Siamo alle solite?

Sì, sono le solite polemiche che non hanno alcun sostegno giuridico. Il Pd ogni volta salta fuori con queste storie: sono al governo, se possono farlo sciolgano CasaPound e avverino il loro sogno bagnato. Ma sanno di non poterlo fare, in base alla stessa Costituzione che citano così spesso a sproposito, in cui non sono citate neanche una volta né la Resistenza né l’antifascismo. Lo fanno solo per raccattare quattro voti dall’estremismo di sinistra.

“Milano è medaglia d’oro della Resistenza”, dicono…

Se è per questo a Milano il fascismo è nato molto prima dell’antifascismo. Le medaglie alla Resistenza stanno in ogni città, anche dove la Resistenza non l’hanno vista neanche di striscio. Praticamente non si può fare politica in nessuna città, secondo loro. La verità è che noi facciamo i nostri eventi dove ci pare, a prescindere dalle loro medaglie d’oro, d’argento, di bronzo o di pongo.

Secondo Repubblica anche l’Expo è un problema. Che contraddizione c’è tra Expo e festa nazionale di CasaPound?

Infatti non capisco quale sia il problema. L’estrema sinistra ha messo a ferro e fuoco Milano mentre la polizia di Alfano stava a guardare. Quanto all’Expo, noi abbiamo espresso le nostre critiche: è una manifestazione all’insegna della globalizzazione. Ma abbiamo anche detto che è una manifestazione italiana e quindi noi, che non siamo anti-italiani, non ci proponiamo di boicottarla. Quindi che problema c’è?

Fra i più polemici si distingue Emanuele Fiano, ormai calato nel ruolo di rappresentante dell’antifascismo militante nelle file del Pd…

Sono tutti alla ricerca di visibilità e di voti. Fiano in pole position, perché vuole essere candidato a sindaco di Milano per il Pd. L’antifascismo unisce un ampio schieramento che va dai centri sociali più violenti al Gabibbo. A noi tutto questo non interessa proprio, vogliamo solo fare la nostra iniziativa, e la faremo.

Giorgio Nigra

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