
Il Principe impalatore di turchi fu in realtà un devoto difensore della Croce, un feroce nemico di ladronerie e tradimenti. Fu probabilmente un avversario terribile e implacabile, ma certo non fu il servitore di forze infernali e il blasfemo lussurioso dipinto in tanta narrativa fantastica. Lo stesso nome Dracula sembrerebbe derivare infatti dall’appartenenza di Vlad III e di suo padre Vlad II all’Ordine del Drago (lat. Draco), compagine guerriera impegnata nella difesa della fede cristiana. Può darsi invece che la figura tragica di Vlad III possa ancora nascondere qualche curiosità, vista la sua scelta di ritirarsi in quella Transilvania che alcuni considerarono una Agartha romena.
Comunque sia, il mito dell’Impalatore ha attraversato cinema, letteratura e fumetto assumendo le forme più varie, fino ad arrivare alle nuove 
Chiunque si aspetti di conoscere la vera storia di Vlad Tepes resterà deluso, Dracula untold è infatti un bel film che mescola horror e azione nel tentativo di rinnovare e rimaneggiare il mito letterario del Principe mescolandolo con alcune parziali verità storiche. Si tratta insomma di un piacevole film d’intrattenimento che curiosamente presenta un modello di (anti-)eroe che raramente viene proposto sul grande schermo.
La vicenda si colloca all’incirca a metà del XV secolo, quando i turchi stringono sotto assedio Vienna e minacciano di invadere tutta Europa. Vlad III, principe di Transilvania, si trova nella delicata posizione di dover mediare con l’antico nemico per evitare una guerra che non può permettersi perché privo di un vero esercito. Nei suoi nemici è tuttavia ancora viva la memoria delle gesta del “mostro” Impalatore, il quale nelle passate battaglie puntò a terrorizzare con gesti eclatanti un’armata molto più numerosa della sua per fiaccarne il morale. Alla richiesta del sultano di fornire mille più un giovane del suo regno, Vlad deciderà di «fare quello che un buon principe farebbe: difendere la sua famiglia e il suo popolo».

Al di là delle esagerazioni e dell’esuberante fantasia di cui è impregnato ogni minuto della pellicola dopo i primi venti minuti, Dracula untold può essere visto come un modo semplice ed efficace per ricordare l’importanza di difendere i pilastri dell’identità europea oggi sempre più deboli e sotto attacco. Il nucleo famigliare fatto di amore e dovere su cui si regge la comunità, e poi il popolo, il legame di onore e appartenenza che lega ad una terra e una medesima storia una moltitudine di persone.
Non ci sono storture da questo punto di vista, il film è netto e brutale nel mostrare un eroe che ha scelto la via della mano sinistra pur di vincere una battaglia decisiva. Sarà il figlioletto del Principe a riconoscere poi, in un atto di sofferta devozione, che «in alcuni momenti la storia richiede 
Secondo uno schema tragico che ha dell’inevitabile, sarà infine il sacrificio totale a porre fine a una vicenda in bilico tra eroismo ed orrore. Di certo non è il vampiro svirilizzato a cui il cinema ha abituato il pubblico in tempi recenti.
Francesco Boco