Roma, 18 mar – Dopo secoli e secoli nei quali il mondo è stato mosso da idee, sogni e visioni, nell’evo contemporaneo sono gli oggetti a dare vita alla realtà. La prima società della Storia fondata sul lucro si manifesta ai popoli come dispensatrice di oggetti che hanno un costo elevato: il tempo del lavoro che ruba la vita agli esseri umani.
L’Illusione della felicità
I tempi sono scanditi dal lavoro che viene venduto al miglior offerente, mentre quello che rimane per sé è solo ciò che resta della giornata, della settimana e dell’anno. La rivoluzione industriale e quella senza fine borghese che arriva ai nostri giorni hanno distrutto la realtà fatta di idee e sentimenti per sostituirla con l’illusione della felicità a basso costo creata dal consumo.
Società generatrice di vuoto, pericoloso e dannoso, portatore di disagio psichico e solitudine, riempito con cibo e oggetti non essenziali o peggio assolutamente inutili. Società nutritiva, materna e accogliente, profondamente debilitante, che indebolisce e annichilisce senza scampo la volontà di potenza, la fantasia e la libido.
Le opere d’arte sono la triste rappresentazione di una squallida realtà fatta di consumi, il lavoro un ipnotico ripetersi di gesti sempre simili a s stessi, la vita un attendere i rari momenti di finta libertà.
L’alienazione dell’acquisto compulsivo
Il nemico non è più il padrone delle ferriere che sfrutta il prestatore d’opera, secondo la superata teoria marxista, ma il borghese stesso che si imprigiona volontariamente nella dinamica perversa della produzione per il consumo.
L’obiettivo del grande capitale è ridurre il cittadino a consumatore di cibo e cose, il programma del capitalismo privato e quello comunista è uguale: l’alienazione provocata dall’acquisto compulsivo. L’eclissi del sacro, il distacco dalla natura, il livellamento forzato delle caste ridotte a un’unica classe sociale borghese, sono stati sostituiti dall’asfittica società del benessere materiale.
La scomparsa delle ideologie del “Secolo Breve” di Hobsbawm e la presunta fine della Storia, hanno lasciato un mondo senza entusiasmo dove impera la noia e la solitudine interiore. Dove l’avventura, la scoperta ed il rischio sono demonizzati e rimossi, forme maniacali di soggetti violenti ed esaltati.
L’acquisto come antidepressivo
L’eroismo, il sacrificio e la morte sono scaraventati nell’Ombra dalla quale emergono sotto forma di psicosi, di esplosione incontrollata che travolge la volontà e l’equilibrio. La sterilizzazione e delle emozioni e dei sentimenti, come l’amore sostituito dal piacere fugace, dell’odio vietato ai ribelli e riservato ai servi del potere produce malessere mentale.
La noia e l’insoddisfazione si combattono con gli acquisti, gli antidepressivi più diffusi, che riempiono le case di oggetti e le menti di vuoto che spinge al prossimo acquisto. Ma gli oggetti sono molto pericolosi e pervasivi, entrano nel profondo della mente e indeboliscono il funzionamento psichico e quello delle relazioni sociali.
Gli oggetti posseduti e quelli desiderati si rivoltano contro i loro fruitori e li possiedono, il cibo rende obesi che vivono per mangiare e non mangiano per vivere. Mentre le cose trasformano i compratori in collezionisti di oggetti inutili che è obbligatorio avere per esibire e non scomparire agli occhi degli altri.
Il tempo della debolezza
Dal tempo degli eroi simbolo di forza spirituale e fisica a quello della dell’imperfezione, della malattia, della fragilità, simboli della debolezza. Il mondo della fluidità senza forma che disperde il suo contenuto. La “Società liquida” di Baumann, dei “Non luoghi” di Augé, di maschi deboli che sopravvivono grazie alla protezione materna che genera narcisi.
Ma la grave patologia della società nutritiva ha come tutte le malattie una specifica terapia: l’integrazione dell’archetipo del Guerriero. Un eroe pronto alla lotta interiore e alla sfida a se stesso.
Un combattente dell’Idea impegnato nella disputa politica e nelle discipline dell’ardimento, nella pratica costante dell’arte e della cultura, nella Via iniziatica delle discipline dello Spirito. La liberazione dalla schiavitù dagli oggetti passa per la Via del Guerriero, del nero dei lupi che emergono dal grigiore del gregge.
Roberto Giacomelli