Roma, 28 mar – Torniamo ad occuparci di tifo calcistico, prendendo spunto dalla presentazione del bel libro Viaggio nelle curve d’Europa – Il tifo come linguaggio dei popoli, a cura di Rivista Contrasti (Eclettica Edizioni), recentemente tenutasi all’Algiz Bar di Verona con il direttore della rivista Andrea Antonioli.
Un sempliciotto perditempo e illetterato?
Agli occhi di un profano (a causa anche del messaggio spesso veicolato dai media), i tifosi di calcio sono una massa indistinta. In pratica oltre un miliardo di persone nel mondo si comporterebbero tutte nel medesimo modo di fronte allo spettacolo sportivo. Inutile dire che tutto questo viene visto con un certo tono paternalistico e di supponenza. Il tifoso è, nella migliore delle ipotesi, un sempliciotto che perde tempo nell’idolatrare dei viziati milionari. Nella peggiore? Un teppista violento che usa il calcio come pretesto per sfogare le proprie frustrazioni.
Evidentemente, per chiunque avesse l’interesse di approfondire anche minimamente la questione, tutto ciò è una vera e propria castroneria. Il tifo calcistico non è un unicum planetario. Si sfaccetta invece in mille e mille rivoli tra le diverse nazioni, quando non addirittura assume caratteristiche tipiche di città in città. Contrasti, rivista sportiva di approfondimento culturale fondata nel 2016, si è sempre distinta per sfatare il falso mito del tifoso illetterato, cercando di restituire al calcio (ma anche agli altri sport) il senso dell’èpos, attraverso uno storytelling che faccia Cultura con la C maiuscola. Senza compiacimenti o senso di superiorità, come un po’ troppo spesso viene fatto da intellettuali o sedicenti tali, quasi che solo loro abbiano capito qualcosa che sfugge invece alle masse incolte.
Curve d’Europa
Viaggio nelle curve d’Europa si propone il precipuo scopo di portarci in un ideale Grand Tour del tifo attraverso il Vecchio Continente. Un Vecchio Continente che sta perdendo sempre più se stesso, ormai globalizzato e nel quale le singole identità vengono quasi soffocate fino a sparire. Eppure, queste singole identità persistono ancora negli stadi, luoghi in grado ancora di esprimere unicità e tradizione.
Le 250 pagine (corredate da magnifiche foto a colori) si snodano in cinque grandi capitoli: Germania, Francia, Inghilterra, Spagna ed Est Europa. Dopo un’introduzione generale per ogni area, l’opera si concentra su alcune singole tifoserie, allo scopo di sottolineare come ogni squadra ed il suo seguito mantengano uno stile assolutamente personale di intendere non solo il tifo, ma anche il modo di vivere la propria comunità di riferimento.
Diverse peculiarità
Perché, come ci spiega Antonioli nell’introduzione, “Tifare si dice (e si fa) in molti modi”, facendo riferimento anche alla Bibbia, in particolare alla Genesi, dove si dice che in principio “tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole”, prima che Dio disperdesse l’unità primigenia. E proprio da questa dispersione nascono le diverse peculiarità che poi troviamo anche nel sostenere allo stadio la propria squadra di calcio.
Per concludere, un libro che vi consigliamo caldamente. Un volume che magari vi farà venire voglia di iniziare anche voi il vostro personale Grand Tour tra gli stadi e le città d’Europa.
Roberto Johnny Bresso