Roma, 9 mag – Dopo essermi occupato settimana scorsa di Harry Roberts, oggi eccomi a scrivere di quello che per anni nel Regno Unito ha occupato nell’opinione pubblica il ruolo primario di folk devil/folk hero (a seconda dei punti di vista): il famigerato Ronnie Biggs.
Una spina nel fianco
Mai come in questo caso l’appellativo di “nemico pubblico numero uno” è quanto mai azzeccato. Ronnie Biggs infatti fino alla sua morte ha rappresentato una spina nel fianco per il governo di Sua Maestà. Più per quello che rappresentava che per i reati di cui si fosse effettivamente macchiato.
Ronald Arthur Biggs, detto Ronnie, nacque nel sobborgo di Londra di Lambeth nel 1929. Nel 1947 si arruola nella RAF, dalla quale viene espulso con disonore solamente due anni dopo per diserzione. Il buon Ronnie deve però la sua notorietà alla celebre rapina al treno postale Glasgow-Londra del 1963. Colpo passato alla storia come la “grande rapina al treno”, visto che venne rubato l’equivalente odierno di 40 milioni di sterline, in buona parte mai recuperati.
In effetti il ruolo nella rapina di questo altro gran personaggio venuto fuori da Londra Sud fu abbastanza marginale. Ma la rapina fu alquanto violenta ed i rapinatori lasciarono numerose tracce, tanto che ben presto gran parte della banda, compreso Biggs, venne arrestata.
L’evasione di Biggs e la sua vita da film
Ronnie però nel 1965 riuscì ad evadere dalla prigione di Wandsworth tramite una scala. Fuggì dapprima in Francia e poi in Australia. Nel 1970 l’arrivo in Brasile. Nel 1974 la polizia inglese lo scovò pure a Rio de Janeiro. Ma non potè essere estradato in quanto la sua ragazza (per inciso una spogliarellista) era incinta e quindi suo figlio sarebbe stato brasiliano di passaporto…
Da lì in poi la sua vita fu meglio di un film. Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols lo raggiunsero per girare alcune scene del film The Great Rock ‘n’ Roll Swindle. Biggs cantò in due canzoni, si vestì da ufficiale nazista e girò nudo per la spiaggia accompagnato da donne poco vestite.
Tutto questo nell’anno del Giubileo della Regina! La qual cosa ovviamente fece infuriare chiunque a Londra, ma ogni richiesta di estradizione venne immancabilmente respinta. Nel 1981 una gang di ex soldati britannici lo rapì e lo portò alle Barbados per farsi dare i soldi della taglia dal governo inglese… Incredibilmente il nostro “eroe” utilizzò dei cavilli legali per essere rispedito in Brasile! Nel 1991 ha cantato anche una canzone con il gruppo punk tedesco dei Die Toten Hosen.
Il ritorno e la morte
Nel 1997 Ronnie Biggs, provando evidentemente nostalgia del clima britannico, affermò di non volersi più opporre alla richiesta di estradizione, ma il Brasile non la concesse comunque. Nel 2001 la svolta imprevista: Biggs, ormai malato di cuore, annuncia al tabloid The Sun che vuole tornare a bere una pinta di bitter in un pub britannico (anche se, in effetti, pare che di nascosto qualche volta fosse già ritornato in precedenza).
Il noto quotidiano organizza il suo ritorno con ogni cura e, ovviamente, appena Biggs sbarca su suolo britannico viene arrestato perché deve scontare 28 anni di prigione. Dopo una serie di infarti che lo hanno reso incapace di parlare e caminare, è stato scarcerato nel 2009, lasciando questo mondo nel 2013, all’età di 84 anni. Chiudo con una curiosità: Ronnie Biggs era un grandissimo tifoso dell’Arsenal e chissà come sarebbe felice di rivedere la sua squadra tornare dopo vent’anni in finale di Champions League.
Roberto Johnny Bresso