Roma, 15 mag – Si susseguono i tentativi di rapimento di bambini perpetrati da stranieri. Non sono più fatti isolati, ormai sono una vera e propria emergenza, spesso relegata alle cronache locali. Nel 2024, come riporta il Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale, il 38 per cento degli arresti e delle denunce per sequestro di persona aveva riguardato stranieri, i quali rappresentano il 9 per cento della popolazione residente in Italia. A causa dell’immigrazione di massa, nemmeno più le famiglie, a spasso con i propri figli, possono ritenersi al sicuro.
Gli ultimi casi
Due giorni fa, a Nepi, in provincia di Viterbo, un romeno di 38 anni si è avvicinato a un’auto e ha cercato di rapire una bimba di 4 anni, strappandola dalle braccia della madre. Le grida della madre hanno allertato i passanti, i quali hanno bloccato l’uomo per poi consegnarlo alle Forze dell’ordine. Il 7 maggio scorso, a Genova, mentre stava tornando a casa con i due figli piccoli, una donna è stata aggredita alle spalle da un 30enne egiziano, il quale poi ha tentato di rapire il neonato di 6 mesi, prendendolo per il collo dal passeggino. L’immediata reazione della donna, che ha iniziato a urlare, ha messo in fuga il nordafricano, già noto nel quartiere per inveire costantemente contro i residenti.
Alla fine di marzo, a Osio di Sotto, un 29enne pakistano è entrato negli spogliatoi della scuola calcio dell’oratorio e ha cercato di prelevare un bimbo di 8 anni, affermando di essere stato mandato dalla famiglia. Fortunatamente l’allenatore non ha creduto a quell’uomo e, vendendolo ancora aggirarsi nei pressi negli spogliatoi, ha chiamato le Forze dell’ordine. Il 12 marzo, a Trieste, una 40enne brasiliana ha cercato di rapire una bimba di 2 anni che era in braccio alla madre. La reazione di quest’ultima ha fatto desistere la donna, la quale è stata poi rintracciata dalla polizia mentre era seduta ai tavolini di un bar.
A Latina, l’8 marzo scorso, un 34enne iracheno clandestino si è avvicinato a una macchina parcheggiata nell’area sosta di un supermercato e, dopo aver aperto lo sportello, ha cercato di rapire un neonato di 5 mesi che si trovava a bordo insieme alla madre. Le urla della donna hanno allertato il padre, il quale ha inseguito e bloccato l’uomo fino all’arrivo della polizia.
Anche i più piccoli sono minacciati dalla criminalità straniera
All’interno di un supermercato di Caivano, il 18 febbraio scorso, un 45enne ghanese con diversi precedenti aveva cercato di rapire un bambino di 5 anni. “Questo non è tuo figlio, dammelo”, aveva urlato l’africano alla madre, la quale però era riuscita ad afferrare il piccolo e a fiondarsi sull’auto del marito nel parcheggio. Quattro giorni prima, all’uscita di un supermercato di Bergamo, un cittadino romeno senza fissa dimora aveva cercato di rapire una bimba di 18 mesi, dopo averla strappata dalle braccia della madre. Il padre aveva immediatamente reagito, fermando l’aggressore, poi bloccato da alcuni passanti e dagli addetti alla sicurezza. La brutalità della presa del romeno aveva causato alla piccola la frattura del femore.
L’11 febbraio, una donna straniera si era presentata al personale scolastico della scuola dell’infanzia comunale Guglielmo Oberdan, nel quartiere Monteverde a Roma, affermando di essere una babysitter e di dover accompagnare a casa una bambina di tre anni. Allarmate, le maestre aveva subito contattato i genitori della piccola, i quali avevano dichiarato di non aver incaricato nessuno di prendere la propria figlia. La scuola aveva così avvisato la polizia, ma nel frattempo la donna si era già allontanata, facendo perdere le proprie tracce. Sentita dalle Forze dell’ordine, la nonna della bimba aveva poi raccontato che, in precedenza, quella stessa donna, riconosciuta dall’identikit fornito da una maestra, aveva avvicinato lei e la nipotina, facendo i complimenti su quanto fosse carina la piccola e chiedendone il nome.
Da Padova a Roma
Nel pomeriggio del 20 novembre, davanti alla stazione di Padova, un 22enne tunisino aveva cercato di rapire una bimba di un anno, dopo aver sferrato un pugno al padre. Gli agenti avevano poi bloccato il rapitore che, in Italia da circa un anno, aveva cercato di divincolarsi con violenza. Un mese prima, vicino alla stazione di Bologna, un minorenne gambiano, ospite di una struttura d’accoglienza per minori migranti non accompagnati, si era avvicinato a una famiglia italiana, tentando di prelevare una bimba di pochi mesi. La piccola però era stata provvidenzialmente assicurata dai genitori con la cintura al passeggino. A quel punto, l’africano si era dato alla fuga ma l’immediata segnalazione alle Forze dell’ordine aveva permesso di rintracciarlo e bloccarlo dopo pochi minuti.
Il 24 settembre scorso, una coppia di stranieri si era presentata ai cancelli di una scuola comunale dell’infanzia di Montesacro, a Roma, per prendere un bimbo prima dell’orario di chiusura, fingendosi suoi parenti. Insospettita dal loro comportamento, la coordinatrice scolastica aveva chiesto la documentazione prevista per il ritiro del minore, facendo così allontanare i due stranieri. Sempre a Roma, il 27 luglio scorso, nei pressi del piazzale della Radio, un romeno con svariati precedenti aveva cercato di strappare dalle mani della madre una bambina di 7 anni, per poi inseguirle e minacciarle armato di una bottiglia. Il padre e alcuni passanti erano riusciti a bloccare il romeno fino all’arrivo dei carabinieri.
Esercizi commerciali e scuole, il terreno di caccia degli stranieri
Tra gli scaffali del Bricocenter di Torino, nell’ottobre del 2024, un nigeriano di 46 anni, già noto alle Forze dell’ordine, si era avvicinato a una famiglia, afferendo alle spalle un bambino di due anni, per poi darsi alla fuga. A quel punto, il padre aveva rincorso l’uomo e, dopo una breve collutazione, era riuscito a prendere in braccio il figlio. A quel punto, il nigeriano si era spogliato e aveva minacciando chiunque gli passasse davanti con una bottiglia di vetro.
Qualche mese prima, davanti all’istituto paritario Don Bosco di Trapani, un 26enne nigeriano aveva avvicinato una giovane connazionale incinta, aggredendola e cercando di strapparle il figlio dalle braccia. Allertati dai passanti, i carabinieri erano immediatamente intervenuti, bloccando l’immigrato. Durante la perquisizione, i militari avevano trovato nello zaino dell’aggressore un’ascia spaccalegna e un coltello di quasi 30 cm. A Ragusa, nel gennaio 2024, un 22enne guineano aveva cercato di prelevare un bambino di pochi mesi tenuto in braccio dalla madre, mentre il padre stava spingendo il passeggino con l’altra figlia di tre anni.
Qualche giorno prima, all’interno della stazione Termini a Roma, una donna straniera aveva tentato di rapire un bimbo di 10 anni, dopo aver scaraventato a terra e picchiato la nonna. Una nordafricana con cittadinanza italiana, già nota alle Forze dell’ordine, aveva cercato di rapire un bambino di 2 anni in piazza Gae Aulenti, a Milano. Inseguita dal padre del piccolo, la rapitrice aveva lasciato libero il piccolo.
Francesca Totolo