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Elogio dei confini

by La Redazione
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Roma, 23 giu – Uno dei temi per l’esame di maturità di quest’anno è stato sul libro “I confini contano” del sociologo ungherese Frank Furedi, cattedratico ex marxista divenuto conservatore. Una scelta intelligente e visti i tempi coraggiosa, per l’egemonia culturale della sinistra e il controllo progressista sulla scuola italiana.

Una scelta coerente

Questa volta un Ministero del Governo di centrodestra ha fatto una scelta coerente con le idee che dovrebbero guidare una compagine conservatrice. Fermo restando che una forza politica che vuole cambiare la Storia della Nazione dovrebbe comunque essere nazionalrivoluzionaria, essendoci ben poco da conservare, il segnale è positivo.

Un piccolo atto di forza che rompe gli schemi ideologici della vecchia scuola devastata dalle sciagurate riforme progressiste  che ne hanno abbassato sistematicamente il livello. Invece di elevarlo premiando i migliori, è stato distrutto il sistema scolastico con la scusa demagogica del diritto allo studio, cosa sacrosanta se fatta con provvedimenti meritocratici.

La frustrazione degli insegnanti meno pagati del Vecchio Continente usciti a loro volta da una scuola squalificata, inquinata da reduci arteriosclerosi sessantottini, ha creato scuole elementari e medie inferiori che promuovono studenti immeritevoli. Il colpo di grazia dalla riforma dell’Università di Berlinguer nel 1999 che ha introdotto la laurea triennale e quella magistrale, riducendo la prima ad un patetico esamificio.

Confini e limiti

Secondo la teoria marxista l’uguaglianza, concetto per altro sconosciuto in natura, deve forzatamente essere verso il basso, tutti più poveri e più ignoranti. Finalmente una scelta controcorrente che parla di confini tra l’età adolescenziale e l’adulta, limite ignorato nella società narcisista degli eterni poppanti.

Furedi usa il neologismo “adultescenti” per indicare coloro che non vogliono crescere e restano giovani ad ogni costo, rinunciando alle prerogative dell’età adulta. L’ennesimo abbattimento di un limite naturale, conseguenza della fisiologica crescita della persona, che in un mondo preda della paura rifugge le responsabilità.

Nelle società tradizionali era un privilegio lasciare l’infanzia per divenire adulti, oggi si preferisce vivere per sempre come fanciulli irresponsabili, per timore dei doveri sostituiti dai diritti egoistici. Voglie di pargoli pretenziosi ed egoriferiti, prodotto bacato del consumismo e dell’individualismo, soggetti prediletti del nichilismo senza valori e idee.

L’arte di tracciare frontiere

Clienti perfetti e consumatori compulsivi indispensabili al profitto e alla produzione come fine ultimo dell’esistenza. Ricordare ai maturandi che entrare nella vita adulta è fondamentale per superare le logiche perverse del capitalismo terminale che vive di vendita e affitto di oggetti e servizi spesso inutili e dannosi.

I confini da rispettare non sono solo quelli anagrafici, ma anche  geografici e culturali stabiliti dalla natura e dalla tradizione. L’arte di tracciare frontiere è demonizzata dalla globalizzazione che prospera in un mondo senza limiti, dove gli eguali comprano la stessa merce facilitando il marketing al grande capitale.

Le antiche civiltà hanno scritto la Storia ergendo muri divisori non ponti come vogliono i mercanti globali ed i loro servi sciocchi “No borders”. I muri sono archetipi dell’inconscio collettivo, vivono nel profondo della specie per definire differenze e valori: i bambini sulla spiaggia edificano castelli di sabbia non grattacieli senz’anima.

Il sacro concetto di limes su cui venne fondata Roma fu confine terrestre, ma anche limite umano da superare per entrare nella dimensione del sacro.

La salvezza dei popoli

Il“Guardiano della soglia” dell’esoterismo che protegge l’adepto dai rischi del disvelamento, definisce il grado iniziatico e impedisce lo scatenamento involontario di forze telluriche. Il limite è essenziale per la percezione del reale, principio osteggiato dalle forze della dissoluzione che hanno creato la società dell’immagine, ingannevole apparenza priva di sostanza.

Contro la stupidità dei distruttori di muri che berciano “restiamo umani” e “qui nessuno è straniero” e vivono di spreco e consumo, erigere bastioni contro il multiculturalismo e l’immigrazione selvaggia. La difesa dei confini è la salvezza dei popoli e la libertà dalla dittatura del denaro, il resto è illusione patologica.

Roberto Giacomelli

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