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Baby gang e maranza, l’allarme violenza giovanile straniera nelle città italiane

by Francesca Totolo
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Baby gang

Roma, 28 mag – Dall’inizio del 2026, l’Italia ha registrato un’ondata drammatica di episodi di rapine, aggressioni e accoltellamenti commessi da baby gang. Nella stragrande maggioranza sono composte da giovani stranieri e di seconda generazione. I dati del ministero della Giustizia documentano la realtà. Il 50 per cento dei detenuti nelle carceri minorili è straniero. Nonostante rappresentino il 12 per cento dei residenti in Italia di quella fascia d’età. La percentuale sarebbe addirittura maggiore se fossero compresi gli immigrati che hanno già acquisito la cittadinanza.

La cultura del coltello

La sinistra continua ostinatamente a negare la realtà. A seppellire a colpi di mancata inclusione tale minaccia. Rilanciando metodicamente l’introduzione dello ius soli e la modifica della legge sull’acquisizione della cittadinanza. Come se si potesse superare l’emergenza “maranza”, rendendo italiano chi italiano non vuole essere. Peraltro, in perfetta antitesi con altri Paesi europei, pure di sinistra, che stanno inasprendo i requisiti per la naturalizzazione degli stranieri.

“In Umbria, si stanno verificando episodi di criminalità violenta da parte degli immigrati di seconda generazione, le bande”, questo allarme è stato lanciato un mese fa da Raffaele Cantone. Il procuratore di Perugia, il quale ha poi rivelato: “Lo abbiamo visto con i ragazzi di Ponte San Giovanni e con i danni che hanno fatto con l’utilizzo della violenza dei coltelli. Stiamo cominciando a vedere quello che, per esempio, a Milano è diventata la normalità”.

A Trieste, nell’agosto del 2024, il procuratore capo Federico Frezza aveva parlato della cultura del coltello: “È un fenomeno senza fine a cui rispondiamo con fatica, comincio a essere preoccupato”. Frezza si riferiva agli accoltellamenti commessi da stranieri, anche giovanissimi, che stavano insanguinando la città.

Violenze delle baby gang, i casi più feroci del mese di maggio

Il branco agisce sempre in superiorità numerica e spesso è armato di coltelli e spray urticante con cui poter sottomettere più facilmente le vittime. A essere aggrediti, non sono solo i loro coetanei. A Parma, in parco vicino all’Itis “Leonardo da Vinci”, il 21 maggio, due professori sono stati accerchiati. E poi aggrediti a colpi di bastoni e spray urticante da una gang di studenti magrebini. Tutto è partito in seguito a un rimprovero dei docenti, i quali hanno poi dichiarato di non volere sporgere denuncia. Sempre a Parma, qualche giorno prima, tre giovani, due ragazze di 17 anni e un 20enne, sono stati aggrediti con lo spray urticante da cinque nordafricani. Quattro appena maggiorenni e un minore.

A Modena, la sera del 21 maggio, con il sangue ancora fresco sull’asfalto delle vittime falciate da Salim El Koudri, due branchi di giovani spacciatori tunisini ed egiziani hanno ingaggiato una rissa a colpi di bottiglia. Il 14 maggio, al luna park allestito nei pressi del Parco Nord di Bologna, un branco di almeno sette minorenni tra i 14 e 16 anni, in prevalenza tunisini e di origine rom, ha accerchiato, aggredito con lo spray urticante e rapinato due coetanei peruviani.

I casi del Nord Italia

Nel pomeriggio dell’8 maggio scorso, nel Parco Maddalena a Rovigo, una studentessa di 15 anni è stata massacrata di botte, fino a perdere i sensi, da tre coetanee di origine nordafricana. Qualche giorno dopo, a Padova, la questura ha disposto il Daspo Willy nei confronti di una 16enne marocchina. Era a capo di una baby gang al femminile protagonista di svariati episodi di bullismo e di reati contro la persona e il patrimonio perpetrati in città e nella zona dello scalo ferroviario.

Sempre l’8 maggio, a Stazzano, un branco di tre stranieri di seconda generazione, tutti nati in Italia, hanno sparato con una pistola calibro 7.65, risultata rubata cinque anni fa ad Ancona, contro il municipio e la scuola del paese. Nell’abitazione del 19enne arrestato, i carabinieri hanno rinvenuto l’arma e i proiettili. A Milano, il 2 maggio scorso, un ragazzino italiano di 15 anni è stato aggredito. Poi tenuto in ostaggio per oltre un’ora, minacciato, spogliato di giubbotto, felpa e scarpe. Quindi rapinato del portafoglio e del cellulare da un branco di stranieri composto da un 20enne tunisino, un 16enne marocchino, un 17enne siriano e una 15enne marocchina.

Durante tutto il mese di maggio, a Trieste, si sono susseguite risse notturne, accoltellamenti e aggressioni che hanno visto coinvolti giovani stranieri e di seconda generazione. Alla fine di aprile, un marocchino si è messo a urlare in mezzo alla gente, ha afferrato una sedia e l’ha scagliata in mezzo alla strada contro le auto, poi ha sferrato calci e pugni contro una vetture e, infine, ha colpito e ferito i carabinieri che cercavano di bloccarlo. Alla metà di maggio, un afgano è stato accoltellato da un connazionale, il quale è stato rilasciato dopo essersi dichiarato minorenne.

Francesca Totolo

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