Home » Rendimento e rischio negli investimenti alternativi

Rendimento e rischio negli investimenti alternativi

by La Redazione
0 commento
smartphone displaying investment growth app interface

Gli investimenti alternativi veicolati tramite gli ELTIF offrono un profilo di rischio-rendimento unico, basato sulla capacità di catturare il cosiddetto “premio per l’illiquidità”. Questo termine definisce il rendimento extra che gli investitori si attendono come compensazione per l’impossibilità di accedere al proprio capitale per un periodo prolungato, solitamente tra i 5 e i 10 anni. Storicamente, asset class come il private equity hanno offerto performance superiori ai mercati pubblici; ad esempio, il Burgiss Private Equity Index ha registrato una resa media annua del +14,9% negli ultimi 20 anni. Tuttavia, questo potenziale di rendimento elevato è accompagnato da rischi specifici che devono essere attentamente valutati.

Il rischio principale è legato alla liquidità. Nonostante il nuovo regolamento ELTIF 2.0 permetta strutture evergreen con finestre di riscatto periodiche, l’uscita non è mai garantita in modo immediato come avviene per i fondi UCITS. In caso di crisi sistemica o di richieste di riscatto eccessive che superino il buffer di liquidità del fondo, i gestori hanno la facoltà di attivare i “redemption gates”, bloccando temporaneamente i rimborsi per proteggere l’integrità del portafoglio e gli investitori rimanenti. Un altro fattore di rischio è la concentrazione: un ELTIF è tenuto a detenere un minimo di soli cinque investimenti ammissibili, il che espone il fondo a un elevato rischio idiosincratico qualora una delle attività sottostanti dovesse fallire.

La struttura dei costi negli ELTIF è tipicamente più complessa e onerosa rispetto ai fondi tradizionali. Oltre alle commissioni di gestione, che spesso superano il 2% annuo, gli investitori devono sostenere costi operativi per la custodia, l’audit e la valutazione professionale degli asset illiquidi, oltre a eventuali commissioni di sottoscrizione. Sono inoltre comuni le commissioni di performance (o carried interest), calibrate solitamente al 10-20% sopra un tasso di rendimento minimo prefissato (hurdle rate). Sebbene queste commissioni allineino gli interessi del gestore a quelli dell’investitore, esse incidono sul rendimento netto finale e devono essere analizzate con estrema attenzione nel documento KID.

Per supportare il risparmiatore in questa valutazione, la piattaforma Fundstore mette a disposizione strumenti di comparazione multi-marca che permettono di analizzare i prospetti e i documenti KID in totale trasparenza. Accedendo al catalogo ELTIF di Fundstore, gli utenti possono confrontare i target di rendimento e le strutture dei costi di specialisti globali come Apollo, BlackRock e J.P. Morgan. Fundstore garantisce che ogni sottoscrizione sia preceduta dal test di adeguatezza MiFID II, assicurando che l’esposizione agli asset illiquidi sia coerente con la situazione finanziaria e la tolleranza al rischio di ciascun investitore.

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati