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Vannacci esoterico, slopaganda e shitposting: intervista a Terra Cava 2

by La Redazione
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Terra Cava 2 Vannacci

Roma, 4 set – Tutto è cominciato con qualche immagine volutamente assurda e una domanda altrettanto assurda: fino a che punto si può deformare Vannacci prima che qualcuno smetta di crederci? Nel giro di pochi giorni la risposta si è trasformata in un piccolo “psicodramma” politico. Immagini e video generati con l’intelligenza artificiale, falsamente attribuiti alla propaganda di Futuro Nazionale, hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, provocato indignazione, smentite, minacce di querele e persino l’intervento degli irreprensibili fact-checker.
Dietro l’operazione – o forse sarebbe meglio dire dietro questo vertiginoso butterfly effect – c’è Terra Cava 2, account X e Telegram che raccoglie l’eredità di quasi vent’anni di sottoculture politiche, trolling e sperimentazione memetica sulla rete. Quella che nasce come una parodia del fenomeno Vannacci finisce però per mostrare qualcosa di più interessante: avversari pronti a credere a qualsiasi contenuto purché confermi l’immagine che hanno già del Generale, sostenitori combattuti tra indignazione e divertimento e una terza area, politicamente più distante, attratta proprio dall’immaginario costruito artificialmente intorno al personaggio.
Ne emerge una sorta di Vannacci parallelo, sintetico ed esagerato, che progressivamente si emancipa dal politico reale: prima vendicatore degli incel, poi cavaliere esoterico, infine personaggio apertamente fantastico capace di sopravvivere alla propria parodia. Abbiamo parlato con l’autore di Terra Cava 2 delle origini dell’esperimento, delle reazioni che ha provocato, della sottocultura redpill, del rapporto tra propaganda, satira e intelligenza artificiale e, inevitabilmente, dello stesso fenomeno Vannacci.

Intervista a Terra Cava 2

Cominciamo dalle basi: cos’è Terra Cava?

Terra Cava, che poi sarebbe Terra Cava 2, è la manifestazione contingente di una perversione mentale che attraversa quasi due decenni di metapolitica sull’internet, da POL a VivaMafarka, passando per quelle cose strane che giravano su Tumblr fino ai primi esperimenti memetici e mimetici su Facebook. In principio fu una pagina di cui non dirò il nome ma che parlava più o meno ironicamente di una certa “nostalgia”, poi tra ban e crisi d’identità ho perso il conto di tutte le denominazioni usate: ad un certo punto mi spacciavo persino per un negozio di animali, ma una serie di approfondimenti sul fascismo francese fece probabilmente saltare la copertura. Il nome attuale è uno sfacciatissimo omaggio alla frase dell’Orso Ciro resa celebre da quel signore fissato con le Peroni rotte e i demoni babilonesi (“Tocca il fondo, raschia e scava – troverai la Terra Cava”), a cui devo larga parte della mia leggermente misantropica e distorta visione del mondo. Tutto questo per dire che Terra Cava 2 non è nulla di serio, a patto, ovviamente, di non essere tra quelli che auspicano l’avvento di una teocrazia dirigista con caratteristiche cambogiane guidata da Ilaria Salis, Alessandro Giuli e Roberto Vannacci: in quel caso se ne può parlare.

Perché hai iniziato a produrre finta propaganda vannaciana? Puro cazzeggio, situazionismo o disegno politico?

Qui bisogna distinguere le fasi e i “layers”. Nel giro dei terracavisti, ovvero i sodali più attivi che stanno dando un contributo enorme nella costruzione di questo piccolo psicodramma nazionale, Vannacci non ha mai suscitato particolari emozioni o aspettative sul piano del reale: il libro da cui è partito tutto mi – e ci – è sempre sembrato solo un complicatissimo modo per ricordare una fantomatica età dell’oro dove si andava in pizzeria tutte le sere alle 3-4 di notte e facevi tre mesi di villeggiatura, ma guai a non dire “Buongiorno” alla maestra con lo zaino Invicta. Tutto ciò condito da frasi di Benedetto Croce e Tocqueville, non esattamente personaggi del mio pantheon ideologico. Le uniche parti un po’ più coraggiose dal punto di vista politico, come quella sull’energia nucleare, finivano invece con il contraddire le altre: prima il Generale fa l’elogio delle virtù della maggioranza silenziosa, poi dimentica che essa ha bocciato due referendum sul tema al grido di “Pensa se succede come a Chernobyl”. Allo stesso tempo non potevamo, e non possiamo tuttora, non notare la capacità di mobilitazione generata da Vannacci che, in alcuni frangenti, diventa vero e proprio fanatismo: non parlo solo dei suoi sostenitori ma anche, e soprattutto, dei suoi detrattori tanto a destra quanto a sinistra. In questo senso, in una sorta di sessione di masturbazione mentale collettiva risalente a quasi un anno fa, ci siamo chiesti: e se fosse lui Kalki ma noi siamo ancora troppo obnubilati dalle debolezze umane per capirlo? Partiti da questo dubbio, e agevolati da un utilizzo abbastanza disinvolto delle AI, in un paio di giorni ci siamo dotati di un ricco repertorio di immagini, video e canzoni (inclusa “Kali Yugaaaa // Chi lo fermerààà”) per validare l’ipotesi. All’inizio non ci ha convinto moltissimo e la risposta dall’esterno è stata molto debole, quindi lo abbiamo fatto scendere dalla tigre e siamo passati ad altri fondamentali argomenti come “Zerocalcare in piedi tra le rovine” e “Convinciamo il Ministro Giuli a ricreare l’Ahnenerbe”. Poi, la scorsa settimana, in maniera abbastanza casuale, nella chat è stato pubblicato uno dei meme più slopposi di sempre: quello del tizio basso e pelato che riesce a sposarsi con una “sventolona” (cit. ANPI Milano – Sezione 25 Aprile) grazie all’aiuto di Vannacci. Era proprio di bassa qualità: la tizia ha tre braccia, il simbolo del partito è fuso con il testo e il militare sullo sfondo non sembra neanche Vannacci. Io però non avevo un cazzo da fare e l’ho pubblicato comunque su X, immaginando che sarebbe rimasto nella mia solita cerchia di contatti. Per ridere, ho pure taggato Vannacci chiedendogli se non fosse una promessa un po’ troppo forte. Di per sé il post non ha avuto un successo particolare, ma dopo un po’ sono iniziati a comparire commenti come “Vi prego ditemi che è fake”, “Dai non ci credo, non può essere vero”, “Vannacci vuole il voto dell’incel?”. Io rispondevo dicendo che erano assolutamente veri e provenivano dal canale Telegram riservato agli iscritti VIP di Futuro Nazionale: se uno mi fa una domanda stupida, ho l’abitudine di dare una risposta ancora più stupida e vedere chi vince. Il punto di svolta è però arrivato la mattina seguente, quando un tizio abbastanza famoso dell’X “progressista” si è salvato l’immagine e l’ha ripubblicata sul suo profilo lasciando sottintendere che fosse davvero un post ufficiale di Vannacci. Con questa mossa, lui si è portato a casa mezzo milione di visualizzazioni ma ha anche attivato un esercito di normies interessati ad approfondire – e ovviamente condannare – questa improbabile conversione dell’europarlamentare alla pillola rossa… e io chi sono per impedire che questa gente abbia i suoi due minuti d’odio? Ecco allora la seconda immagine del canale segreto premium shhh-non-dirlo-a-nessuno, ancora più surreale della prima. Tra me e me pensavo: non potranno credere anche a questa, capiranno finalmente di aver abboccato ad una stronzata e passeranno ad altro.

Oh, quanto mi sbagliavo.

Magari se metto un video di Vannacci che trova la spada di Kalki e poi la sfodera mentre è su un cavallo bianco faranno 2+2. E invece niente, loro volevano davvero credere al Vannacci vendicatore degli incel. Ne avevano bisogno, si sentivano parte di una qualche crociata dell’indignazione social che esisteva solo nella loro testa. È qui che nasce il Vannacci esoterico, poi diventato magico/fantastico e infine metafisico. La premessa si basava su questa valutazione: Vannacci ha una copertura mediatica mostruosa e probabilmente racconta ai suoi seguaci pure quante volte va al cesso in un giorno, eppure a loro non basta per costruire il proprio giudizio negativo. Vogliono di più e sono disposti a credere a qualsiasi cosa che confermi le loro paure: il fact-checking – carissima e indispensabile raison d’être fino a pochi anni fa – diventa marginale, persino fastidioso se rischia di risvegliarli da questa bizzarra estasi collettiva. Non restava quindi che una cosa da scoprire: fino a che punto si può deformare la realtà che appare sui loro schermi prima del fatidico “Ok questo è chiaramente fake, non lo ha pubblicato davvero Vannacci”. Nell’ultimo video pubblicato Vannacci si ispira a Homelander di The Boys per polverizzare una femminista con i raggi laser che gli escono dagli occhi, forse è la volta buona.

Quali sono state le reazioni degli anti vannacciani? E dei vannacciani? Il generalissimo o il suo entourage hanno avuto reazioni, pubbliche o private?

La maggior parte degli antivannacciani rientra nella casistica descritta prima: se è su internet e ha il simbolo di Futuro Nazionale, allora credo ciecamente al fatto che sia un video voluto da Vannacci. I più interessanti di questa categoria sono quelli che provano ad aggrapparsi a dettagli di infimo livello per provare a controbattere, ad esempio evidenziando come Vannacci guidi la Vespa senza casco dopo aver salvato una nota influencer da un’aggressione nel “Vicolo dei Baci”. Alcuni si stanno – diciamo – redimendo, assicurandomi di aver sempre saputo che si trattava di fake ma che era giusto condannare a prescindere perché “sono cose che Vannacci potrebbe comunque dire”. In altre parole: il Vannacci magico/fantastico di prima. Molto indietro gli antivannacciani che hanno subito sentito puzza di bruciato: alcuni li trovo ogni tanto a redarguire chi continua a scrivere post infuocati contro i video spiegando che così non fanno altro che aumentarne la viralità, altri – sembra, ma non ne sono sicurissimo – si sono uniti attivamente all’esperimento perché talvolta il richiamo dello shitposting è più forte delle ideologie. Per i vannacciani la situazione è abbastanza particolare: so di apprezzamenti tra la base, ma sono poche le testimonianze dirette. È più un meccanismo in stile “un amico di un amico di un tizio iscritto a Futuro Nazionale vorrebbe farti sapere che quel video sui maranza potrebbe essere stato accolto in maniera non completamente negativa”. C’è poi una minoranza rumorosa – o almeno: mi auguro umanamente per loro che non siano davvero tutti così – che invece la sta vivendo malissimo e da una settimana corre sotto ogni ricondivisione a promettere denunzie-querele contro gli autori o a taggare Vannacci in persona per chiedere una smentita. La cosa buffa è che molti di questi, solo un lustro fa, potevano guardarsi otto ore di diretta di “Carmela guerriera di luce purosangue No 5G” senza battere ciglio, mentre adesso ricondividono il debunking dei video da parte di Open come se fosse una vittoria: prendi questi, mettili insieme agli antivannacciani che si bevono qualsiasi stronzata per essere ancora più antivannacciani, e di fatto abbiamo il 2020/2021 al contrario.

Le reazioni più forti stanno comunque arrivando dagli a-vannacciani, cioè persone che magari hanno anche un certo livello di ideologizzazione alle spalle ma che non hanno particolari simpatie o antipatie per il Generale. Non credo che si faranno la tessera al partito sulla base di un video, però è evidente che una certa estetica – anche se forse sarebbe meglio parlare di estetizzazione esogena – alla fine riesce sempre a stuzzicare anche chi si è ripromesso ripetutamente di non interessarsi più alle cose di politica. Questo forse è l’effetto collaterale più rilevante della faccenda. Quasi ogni giorno sui giornali leggiamo di questo ex parà che dice “ME NE FREGO” ma, parlo per la mia percezione, sembra più una forma di costante benaltrismo: se la domanda è un po’ più scomoda del solito, la risposta non è mai netta ed è piuttosto un complicato giro di parole e di contestualizzazioni finché l’intervistatore non passa al punto successivo. Non dico che adesso Vannacci proverà a volare attraverso i muri per convincere questi a-vannacciani a sostenerlo, ma magari oserà un po’ di più nel prendere e rivendicare certe battaglie. O magari non lo farà, e sarà in ogni caso una risposta molto chiara per chi ha ancora dei dubbi sulla sua figura politica.

Non ho comunque avuto contatti diretti né con lui né con il suo entourage. Anche qui sono arrivate voci di corridoio, ma tutte abbastanza contrastanti. A Open ha detto che i video non hanno assolutamente niente a che fare con loro, e mi sembra decisamente prevedibile come risposta: se nella prossima diretta lo sentiremo fischiettare il tormentone di ispirazione evoliana lo prenderò come un messaggio in codice con cui esprime la sua approvazione.

Cosa pensi del fenomeno Vannacci?

Penso quello che pensavo il giorno dopo le elezioni del 2022, quando Vannacci non “esisteva” ancora: una composizione così bislacca della maggioranza, con Fratelli d’Italia costretta a dover dismettere l’abito dell’opposizione dura e pura per diventare la forza trainante e responsabile della coalizione, avrebbe prima o poi creato le condizioni per la nascita di qualcosa “a destra del centrodestra” in grado di fare pesca a strascico tra i delusi dall’esperienza governativa. All’epoca avevo scommesso su Alemanno: lui ha poi avuto i suoi problemi, ma è abbastanza chiaro che l’ossatura programmatica di Futuro Nazionale derivi da quella di Indipendenza, che a sua volta deriva da quella della primissima Fratelli d’Italia, e così via a ritroso per gli ultimi trent’anni di “Il centrodestra ha smarrito la bussola: fondiamo un nuovo partito che la ritroverà (questa volta cattivi)”. Vedo tanti della vecchia guardia crederci davvero e sono contento per loro, ma vedo anche una campagna acquisti in stile Ancona 2003/2004 con nomi che saranno anche bravissime persone ma che, sotto sotto, sono i soliti liberaloidi alla ricerca di un ultimo giro di giostra. Non riesco invece ad inquadrare i giovani: alcuni sembrano molto in gamba, altri… boh? Di sicuro ci troviamo di fronte a qualcosa che non si vedeva dai tempi della nascita del Movimento 5 Stelle, con l’unica differenza che Vannacci dovrà scegliere molto in fretta se porsi come terzo rispetto al resto delle forze politiche oppure tentare subito l’ingresso nella coalizione di centrodestra. Nel primo caso, dovrà veramente fare l’impossibile per spiegare ai potenziali elettori che la mancata riconferma di Meloni per colpa sua è funzionale alla costruzione di questa leggendaria “vera destra”; nel secondo dovrà mediare continuamente tra i vincoli che troverà nella stanza dei bottoni e le pulsioni del suo elettorato effettivo che gli chiederà di fare quanto promesso. Alla fine penso si avvererà quest’ultimo scenario, male che vada nel 2031 troveremo un nuovo personaggio che dirà “Italiani! Indovinate? Ebbene sì, il centrodestra ha per l’ennesima volta smarrito la bussola e dunque…”.

Non temi che, per quanto parodistici, i tuoi video possano paradossalmente tirargli la volata?

Dipende sempre da come, quando e soprattutto se prenderà una posizione nei confronti dei video. Come dicevo prima: è evidente che stiano contribuendo a costruire un certo immaginario, ma è un immaginario che può sopravvivere ed alimentarsi anche “oltre” il Vannacci stesso. Se un giorno sentirà l’esigenza di dover chiarire che non è nei suoi piani mettere fuori legge gli aperisushi, ce ne faremo una ragione ma non per questo rinunceremo a questa giusta battaglia di civiltà. Caso diverso per quelli sui temi più vicini alla sua reale proposta politica, come l’aborto e le baby gang straniere: certamente dirà che non tutto potrà essere risolto a colpi di ceffoni mediterranei, ma se inizierà a ritrattare troppo sulla posizione in sé – magari su pressione di qualche benpensante che gli dice “Eh no, così non va proprio bene!” – a quel punto i video diventeranno un acceleratore del processo di emersione di cosa propone davvero Vannacci al di fuori di slogan e di ciò che gli attribuiscono gli altri. Più probabilmente, considerando anche l’aumento esponenziale del surrealismo ad ogni nuova pubblicazione, tra qualche tempo verranno accettati come un semplice, per quanto controverso, esempio di sottocultura internet su cui Progetto Razzia ad un certo punto farà un video. Se invece Vannacci li rivendicherà apertamente, vorrà dire che abbiamo vinto e a quel punto riprenderemo con lui il discorso – per ora lasciato in sospeso con Giuli – per i viaggi in Tibet (non saranno viaggetti per le vacanze, quindi potremo espatriare).

Nei tuoi video insisti molto su parole d’ordine del mondo redpillato (i viaggetti, l’ipergamia etc). C’è una satira rivolta anche a quel mondo?

Non mi reputo un grande conoscitore della teoria e tutto quello che so a tal riguardo l’ho imparato attraverso l’esposizione indiretta. Di certo è un mondo che ha saputo darsi delle parole d’ordine e persino crearsele quando queste mancavano, arrivando infine ad imporle anche ai loro nemici: su questo vi è molto da imparare. La scelta di partire da lì ne è, in un certo senso, una conseguenza: magari sono sfigato io e il mio algoritmo social è bruciatissimo, ma tutte le volte che apro X trovo almeno un flame in corso su questi argomenti. L’obiettivo dei primi video era non fare prigionieri o, per restare sull’attualità, prendere tutta la benzina che non riesce ad uscire da Hormuz e rovesciarla su questo fuocherello del Vannacci esoterico. Ha funzionato alla perfezione e, a giudicare dai commenti che sono arrivati e che continuano ad arrivare, probabilmente c’è ancora margine per insistere.

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