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Roma, 30 mar – Alessandro Di Battista fa parte della generazione Erasmus sebbene abbia quarant’anni. E già questo lo rende quel che è. Se poi aggiungete che ha deciso di mollare la politica (gestione della cosa pubblica, dunque non una parolaccia) per dedicarsi anima e corpo, con moglie e figlio, al bighellonaggio per l’America, il quadro appare chiaro: Bendetto Croce aveva ragione quando diceva che il politico onesto è il politico capace. Qui di capacità, oltre ai risolini, non ve ne è.
Ha fatto un video, pochi giorni fa, in cui annunciava la sua intenzione di fare le valigie e riprendere in mano il suo sogno: viaggiare con mezzi pubblici per il mondo accompagnato da moglie e prole. Giustamente, c’è chi ha il dono di accontentarsi di poco, o di non riuscire ad andare oltre. Ha dichiarato ridendo continuamente, senza sosta, come se qualcuno lo stesse solleticando di nascosto, che questa nuova avventura (si è forse diplomato ed è in procinto di iniziare il suo viaggio della maturità?) durerà sei mesi: da giugno a dicembre. Andrà in California, in Messico e in altri luoghi. Compiranno gli anni lui e il figlio Andrea, rispettivamente quaranta e un anno. Ha dichiarato che il suo sarà un reportage. Su cosa? Sui fenomeni che accadono in altri luoghi del mondo e di come le persone li affrontano. Probabilmente rientrerà in Italia con un metodo infallibile su come sopravvivere alle buche delle strade romane, appreso dai racconti degli abitanti di uno degli shit holes di cui ha parlato Trump. Certamente non riporterà con sé l’antidoto alla pochezza che caratterizza molte persone che ci circondano. No, quella ce la dobbiamo sorbire tutta, dall’inizio alla fine. Il Fatto Quotidiano pubblicherà i suoi resoconti, così Travaglio la smetterà una volta per tutte di negare che il partito di riferimento del suo giornale è il Movimento 5 stelle.
Noi li leggeremo con espressione famelica, ansiosi di assimilare i racconti di Di Battista che ha ritenuto più produttivo girare le Americhe anziché rimanere in Italia a fare ciò che il popolo gli aveva chiesto: la politica. Il problema è che qualcuno, effettivamente, glielo aveva chiesto. E il problema è anche che qualcuno, dopo quel video stupido, continua a chiederglielo. Non esiste possibilità di svolta fin quando milioni di persone persisteranno nel rimanere inebetiti davanti ad un annuncio così inutile, così sciocco, così vuoto, così vile: la storiella dei maledetti politici di professione ha condotto la coscienza di questo paese all’ammasso, così che venga esaltato un tizio che molla il Parlamento come potrebbe mollare l’auto vecchia, alla ricerca di nuove emozioni da vivere a trecento all’ora, incapace però di capire che le riflessioni maggiormente significative si fanno seduti alla scrivania della stanza di sempre, sfogliando i libri che da sempre insegnano a capire il mondo e l’umanità, lentamente e senza pazziare. Questo lui non lo sa perché non lo ha mai fatto realmente, poiché la demagogia è proprio questo: in virtù di una propria incapacità di afferrare il senso reale delle cose, si conduce al medesimo disfattismo coloro che ti ascoltano.
Insinuare nella mente debole dei disperati e degli ignoranti che tutto è complotto, che tutto è studiato preventivamente, che tutto ti è contro, che tutto è così semplice da capire, ruberie, costi della politica, pensioni d’oro, Veronesi detto Cancronesi, uno vale uno, lo steward del San Paolo candidato premier e l’operatore del call center presidente della Camera: non v’è più logica né buon senso perché è tutto ricondotto a una pseudo rivoluzione utile a chi non ha la capacità e la pazienza di sedersi a quella scrivania, aprendo quei libri e leggendoli. La rivoluzione, prima che all’esterno, deve avvenire dentro di noi, così che capendo ciò che ci turba si possa poi esprimersi con decenza.
Esulta, mentre il figlioletto piagnucola, per il discorso tenuto da Fico neopresidente della Camera: ridacchia ancora e gode per le presunte facce impaurite dei senatori quando odono la seconda carica dello Stato parlare di tagli ai costi della politica. Non importa sapere di quali costi si tratti, non importa sapere quanto incidano, non importa sapere quanto lui abbia preso di buonuscita, né tantomeno importa connettere uno stipendio alla redditività di chi lo percepisce: l’essenziale è berciare ridendo, è glorificarsi per quella presunta paura instauratasi sui volti degli arcinemici. La casta, un’entità quasi sovrannaturale composta da personaggi tutti ladri, tutti processati, tutti indagati, tutti intercettati, tutti arricchiti, tutti stronzi, scoperti dagli angeli inviati dal cielo da Grillo e Casaleggio, i quali però non hanno tenuto conto di un fattore decisivo: se assurda è la battaglia, assurdi saranno anche coloro che la condurranno, e ancor più assurdo sarà l’esito.
Il risultato di questa rissa è che Di Battista invierà in Italia i selfie fatti a Tijuana, raccontandoci di come si campa bene anche senza reddito, anche senza acqua potabile, fotografando certamente la mano bianca del figlio che dà il cinque a quella nera dell’autoctono. Il consumismo occidentale, tanto vituperato, lascerà posto alla splendida povertà che ammorba quelle zone del mondo e che porta con sé anche miseria morale. Lì non esistono né libri né scrivanie. Qui sì, però Dibba preferisce andare alla scoperta dei nuovi mondi per toccare con mano cosa significhi vivere di merda, in un posto di merda e in condizioni di merda, perché, ripetiamo, è molto più suggestivo partire per chissà dove rispetto all’abitudinarietà di una biblioteca o di una libreria, dove forse non si stringerà la mano ai latinos, ma certamente conosceremo noi stessi.
Non potevano mancare gli auguri al neo eletto Fico: gli vuol bene, buon per lui. In comune hanno, oltre al taglio di capelli sbarazzino, la mania dei mezzi pubblici. Fico si è fatto riprendere mentre andava alla Camera in autobus, dopo aver speso 15mila euro, nella scorsa legislatura, in rimborsi per viaggi in taxi. E magari avessimo politici che sanno apprezzare la comodità di un tassì (per dirla alla Calboni), che concilia sia il sonno che la lettura. No, uno vale uno e un taxi vale un autobus. Il punto, su cui dovremo convergere tutti insieme, è che nessuno di loro vale noi.
Lorenzo Zuppini

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12 Commenti

  1. Caxxi suoi!
    Ognuno è libero di far quel che vuole.
    Poi lui ha lasciato la patata bollente a Di Maio nonostante lui sembri il più gradito dal popolo pentastellato,ha preferito metter da parte il progetto di una eventuale leadership proprio per non rischiare di “bruciarsi”.

  2. Le vere pecore ignoranti siete voi che scrivete tali cose …
    Vergognatevi…di aver offeso il movimento e gli italiani che fanno parte

  3. Complimenti per l’articolo….come è bello rosicare da Trieste in giù…quanta stupidità ogni tanto mi tocca leggere…solita domanda ..dove cazzo erano le vostre critiche verso un governo ladro e incapace di dare risposte al pavero cittadino ..che paga sempre..compreso giornali leccaculo come questo(ops articoli di presunti giornaletti da barbiere)…rosicone

  4. Certo hai dovtuo scavare a fondo per trovare un difetto per di Battista e il movimento 5 stelle complimenti ancora soprattutto perché sarebbe stato più facile criticare coloro che ci hanno depredato per tanti anni. Certo la politica è stato sempre un buon affare e nessuno è disposto a mollare la poltrona ma trovare qualcuno che l’abbia fatto è strano ma se questo possa bastare a far cambiare idea a quelli che hanno votato 5 stelle è fantascienza

  5. Chi vi ha commissionato questo articolo ?
    Il video di Dibattista rispetto allo spessore di questo trafiletto puo essere paragonato al trailer di un film d’ autore….
    La redazione …

  6. Neanche a me è piaciuto l’articolo! Ma avete assoldato Sallusti? Sono d’accordo con Alessandro, è un servizio da rosiconi, voto: 3-
    Questo articolo vi si ritorcerà contro

  7. Guarda come si infervorano questi stupidì grillini !! Dovete vergognarvi voi che votate un movimento di quaquaraqua!! Tanti voti sprecati ! Povera Italia !!

  8. Ecco che si scatenano gli adepti di scientology 5 stelle. Battono il web per stanare gli eretici che osano criticare il Verbo.

  9. Che articolo inutile. Ognuno è libero di fare ciò che vuole….come tu purtroppo hai la libertà di scrivere articoli di merda. Sei un frustrato….magari te ne andassi tu in sud america e non facessi più ritorno, l Italia avrebbe un verme in meno. Magari lo incontri anche….avrebbe tante cose da insegnare ad una persone insignificante come te

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