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Ospitiamo, come contributo al dibattito, questo intervento del nostro prezioso collaboratore Giovanni Damiano. Il giudizio storico sul fenomeno peronista espresso nell’articolo, benché basato su fonti ben precise, non rispecchia la linea del nostro quotidiano. Ci sembra tuttavia che l’articolo possa gettare dei sassi nello stagno che, in ogni caso, male non potranno fare.

Roma, 17 ago – Bergoglio è arrivato direttamente dalla luna, è una riedizione della ‘calata degli Hyksos’ di crociana memoria? In altre parole, è comparso all’improvviso da un altrove sconosciuto per propagandare il suo verbo, come ha voluto furbescamente far credere (il papa venuto “dalla fine del mondo”)? Evidentemente no. Bergoglio è figlio di un contesto preciso, che è quello argentino. Per essere espliciti, è figlio di una nazione cattolica, dove già nel 1934 si teneva il Congresso eucaristico internazionale, è figlio di teologi come Lucio Gera, ed è figlio pure del peronismo, un movimento dominato dall’idea unanimistica cattolica, attraversato da pulsioni tipicamente cristiane, a partire dalle ossessive retoriche sugli ultimi, i deboli, i descamisados, costruito intorno al culto ‘laicamente cattolico’ tributato a Evita Peron.

Un movimento, quello peronista, la cui mitologia esotica non a caso ha finito pure per attecchire nell’ambiente neofascista italiano, approfittando della marginalità e del confusionismo imperanti in quest’ultimo. Tutt’altra cosa è stato il fascismo, attento come pochi allo stato sociale e ai bisogni di tutto il popolo, ma per sua fortuna, grazie a una nascita radicalmente libera da suggestioni o ingerenze/interferenze cattoliche, immune da smanie cristianeggianti e alieno da tentazioni pauperistiche.

Per chiudere queste brevissime notazioni, mi permetto di suggerire un paio di testi sul tema, entrambi di Loris Zanatta: Il peronismo, Carocci 2008, e La nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell’Argentina di Bergoglio, Laterza 2014. Per chi fosse interessato alla genesi del fascismo, il libro fondamentale al riguardo resta, a mio parere, Le origini dell’ideologia fascista, di Emilio Gentile.

Giovanni Damiano

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1 commento

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