Washington, 17 ago – Donald Trump fa la voce grossa con mezzo mondo, ma si ritrova sempre più isolato in casa. Al presidente degli Usa servono a poco, o forse rischiano di peggiorargli la situazione, le dichiarazioni incendiarie contro Corea e Venezuela. Non sono più soltanto i Democratici e i progressisti americani ad attaccarlo, adesso fatica a trovare appoggio anche tra le fila dei Repubblicani. Per il senatore della Florida Marco Rubio: “Gli organizzatori degli eventi che hanno ispirato e condotto l’attacco a Charlottesville sono da incolpare al 100% per una serie di motivi”, ha scritto Rubio su Twitter. Lanciando una precisa frecciata a Trump che non è riuscito a rilasciare dichiarazioni convincenti sulla vicenda anche secondo buona parte dei Repubblicani. Dello stesso avviso lo speaker della Camera Paul Ryan: “Bisogna essere chiari. I suprematisti bianchi sono ripugnanti – ha specificato -Tale estremismo è contrario a tutto ciò in cui crede questo paese. Non ci può essere alcuna ambiguità morale”. Ovvio anche qui il riferimento alla presunta ambiguità del Presidente Usa.

A prescindere però dalla spinosa questione in sè e dalle reazioni post Charlottesville, che comunque verosimilmente scemeranno nei prossimi mesi, il problema del tycoon è ben più serio. Trump è stato infatti mollato proprio dagli imprenditori come lui, i CEO delle più grandi e importanti società degli Stati Uniti. Ovviamente la reazione è conseguenziale alla condanna giudicata non chiara e non repentina in seguito ai fatti di Charlottesville. L’addio dei CEO, che tolgono così il sostegno al Presidente degli Usa, rischia di pregiudicare l’agenda politica del governo americano. Non appena eletto Trump sottolineò il valore, non solo simbolico, di questi forum economici che avrebbero potuto creare un ponte tra quella che definì “la palude di Washington” e l’America reale. Adesso lo sta mollando proprio quell’America reale che lo ha sostenuto e portato alla presidenza contro tutti i pronostici.

Addirittura due comitati di Consiglieri del Presidente degli Stati Uniti, il President’s Strategic and Policy Forum e il President’s American Manufacturing Council, si sono sciolti per manifestare il loro dissenso in seguito alle affermazioni di Trump sulle violenze di Charlottesville. Una decisione presa all’unanimità e comunicata al genero di Trump, Jared Kushner. Difficile pensare comunque che la presa di distanza dal Presidente sia dovuta soltanto alle recenti sue dichiarazioni, si sta creando un vuoto attorno alla sua figura forse senza precedenti negli Stati Uniti. Dopo la notizia dell’addio dei due comitati, Trump ha pubblicato un tweet in cui sostiene di averli archiviati lui stesso.”Piuttosto che esercitare pressioni sui businesspeople del Forum di Manufacturing & Strategy & Policy Forum, ho messo fine ad entrambi”, ha scritto il Presidente degli Usa. Una mossa che non ha certo contribuito a rasserenare un clima già teso e che porta semmai Trump ad un ulteriore isolamento.

Eugenio Palazzini

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