Roma, 26 mag – Gli atti di violenza quotidiana sono compiuti eminentemente da criminali immigrati o figli di stranieri divenuti italiani. Come a Modena gli attacchi ai cittadini europei con mezzi lanciati sulla folla per uccidere più persone possibile vengono sbrigativamente classificati come effetti del disturbo psichico. Infatti tutti responsabili della stragi sono stati classificati come soggetti psicotici, quindi labili. Influenzabili ed aggressivi.
Una società facilmente dominabile?
Esecutori disturbati, perché persone con un buon funzionamento mentale non si prestano a simili nefandezze. Militanti radicalizzati, fanatici, martiri dell’Islam sono uniti da comportamenti disfunzionali, soggetti privi di controllo e di istinto di conservazione caratteristico di menti alienate. “Lupi solitari” ispirati da centrali occulte, cellule pronte ad agire con finanziatori fiancheggiatori e addestratori, terroristi religiosi, attentatori di un sistema inviso vissuto come nemico e negatore delle regole dell’Islam.
Ma la violenza degli immigrati non ha sempre un movente religioso, le aggressioni immotivate, le rapine, gli stupri, non sono innescati dal fanatismo, ma dalla rabbia verso chi li ospita. L’invidia per lo status sociale frutto di lavoro e sacrifici di generazioni che gli immigrati pretendono prepotentemente di rubare. Gli ispiratori dell’immigrazione selvaggia non prevedevano l’odio e la rabbia degli immigrati, volevano abbassare il costo del lavoro e creare la società multirazziale facilmente dominabile per mancanza di identità e tradizioni.
Le promesse si sono rivelate una grande menzogna: ghetti urbani, miseria ed esclusione sociale, l’integrazione è rifiutata nonostante lo spreco di ingenti risorse economiche. Le fantasiose strategie buoniste sono fallimentari, i delinquenti che colpiscono i cittadini non sono fanatici integralisti, ma piccolo borghesi che anelano a prendere il posto di chi li ospita contro voglia.
Consumismo e violenza
Illusi da chi li ha strappati alla loro terra, uccidono per rabbia, per delusione, per istinto predatorio insoddisfatto, perché invidiano chi giudicano felice, come ha dichiarato l’assassino di un giovane italiano. I nuovi italiani, rimangono arabi e si radicalizzano per il mancato successo sociale, al contrario degli stanchi europei sono orgogliosi delle loro origini, della loro lingua e delle tradizioni che non rinnegano. Ubriacati dal consumismo assumono le peggiori tendenze borghesi, non aspirano a studiare nella madrassa, a divenire iman. Ma rapper e influencer.
Anche il giovane criminale della strage di Modena, teoricamente integrato, ha colpito coloro che nella sua rabbia malata vedeva come nemici privilegiati. Deboli a cui strappare le cose più preziose, come la vita di coloro che ha travolto senza pietà, sfogo di emozioni malate lungamente represse ed esplose in un atto di folle vendetta. Nonostante i messaggi di odio religioso non si è immolato come martire, ma ha travolto da vile degli innocenti che rappresentano i responsabili della sua frustrazione.
Questi pericolosi soggetti che girano liberi nelle nostre città non sono seguaci del sufismo, pratica esoterica islamica, non sono dervisci danzanti portatori di tradizione, ma disadattati pronti a uccidere per invidia. Criminali comuni protetti e giustificati perché funzionali a progetti di sostituzione etnica, arma non convenzionale. Nessun soldato dello jihad, solo sfruttatori per la viltà di governanti traditori e popoli vili.
Roberto Giacomelli