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Roma, 27 dic – I luoghi comuni in fondo sono una cosa bellissima. Prendiamo i radical chic. Stai lì che pensi “vabbè magari la figura del benpensante di sinistra che dice #RestiamoUmani, mentre se la spassa in barca a Capalbio è un po’ retorica e poco credibile”. Poi sbuca fuori Gad Lerner sul terrazzo di Portofino in maglietta rossa “pro migranti” e col Rolex al polso. O Saviano che denuncia la deriva razzista dell’Italia dall’attico a Manhattan. E così stavolta a darci una clamorosa conferma dell’immagine del radical chic distaccato dalla realtà e rinchiuso nella sua “comfort zone” sociale e culturale, ci pensa Francesca Archibugi.
Regista, romana, figlia della buona borghesia della Capitale, affermatasi grazie a pellicole basate su drammi psicologici e familiari (il genere di film che hanno finito di ridurre a brandelli il nostro cinema), piddina, con un tweet divenuto virale ci ha raccontato il suo Natale in famiglia: “Non ho parenti sovranisti, non ho zii 5cosi, niente fascisti, niente berlusconiani, molti piddini, qualche LeU, financo un Potere al Popolo, dei ragazzi molti non votano, molti centri sociali. Non siamo poveri. Non siamo ricchi. Amo la mia bolla.
tweet Archibugi
Sui social ovviamente si è scatenato il putiferio, con i toni “perculatori” a farla da padroni. “Soprattutto non siete poveri, altrimenti qualche parente un po’ più sveglio lo avresti” scrive un utente ponendo in modo tranchant la questione del rimescolamento delle categorie politiche. C’è chi invece punta sulla politica fallimentare del Pd: “Confortata dal fatto che la sua famiglia non è scivolata al di sotto della soglia di povertà, com’è invece successo a molti suoi concittadini per le politiche di austerità approvate dalla sua parte politica di riferimento”. Tra un buon Natale e un emoticon col bicchiere di spumante la Archibugi ha abbozzato qualche risposta, più che altro tesa a rivendicare che si tratta “della sua bolla”.
Che poi per capire la distanza tra la realtà e la percezione della regista romana non c’era certo bisogno del tweet sul Natale “benestante e rosso”, ma è sufficiente rileggersi alcune sue vecchie dichiarazioni tipo questa: “Il partito comunista era un partito romantico, operaio e intellettuale. E questa aura non c’è più”. Sono i luoghi comuni, bellezza.
Davide Di Stefano

6 Commenti

  1. I personaggi di questa “sinistra” non sfigurerebbero in un testo dell’immenso Molière: gretti, meschini, squallidi, mediocri e chi più ne ha più ne metta… Ma se Arpagone, Argante e Monsieur Jourdain in fondo ispirano almeno una qual certa, pietosa tenerezza, i ghigni lividi e sbeffeggianti di questi osceni conformisti, incapaci eppur boriosi, fradici di privilegi accumulati servendo il padrone di turno nell’arco di molteplici generazioni, meriterebbero senz’altro ben peggior trattamento di quello un tempo riservato ai guitti di cattive capacità.

  2. Almeno si è svelata per la merda che è. Apprezziamola – ironicamente – quantomeno per questo atto di sincerità.
    E’ curioso che ammetta di essersi chiusa in una bolla. Sa tanto di psiche dissociata, di autismo. Allora forse Beppe Grillo aveva ragione ad apofrostare costoro come autistici, ha colpito nel segno tanto è vero che si sono ferocemente risentiti!
    Sarà per questo che è stata istituita una giornata – testuale – “per la consapevolezza sull’autismo”. Si deduce che non sono consapevoli neanche di loro stessi!

  3. Complimenti alla famiglia della signora Archibugi anche se sono sconfortato nel non trovare suoi parenti nelle file di più Europa.
    A capotavola chi siede O Toscani o il suo amico maletton?

  4. Ci fa piacere sapere che viva in una sia bolla………la bolla tipica dei ricchi sinistri codardi, marziani,comunistoidi inadeguati e pseudo femministe da rassegna cinematografica piddina,con la conseguente e patologica mattonella culturale ripiena di contenuti farlocchi e vigliacchi……….. Senza spina dorsale.

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