Roma, 02 apr – Il 30 gennaio scorso il Comitato Remigrazione e Riconquista pensava, tramite il deputato leghista Domenico Furgiuele, di aver prenotato una sala stampa alla Camera dei deputati. I promotori hanno invece scoperto, loro malgrado, di aver accidentalmente affittato un’area ricreativa per parlamentari nostalgici dei tempi del liceo. Ma la giustizia, seppur lenta e con i ritmi di un ufficio postale, è arrivata. L’Ufficio di Presidenza ha finalmente messo i puntini sulle “i”, con relative sospensioni sulle buste paga, sanzionando ben trentadue deputati delle opposizioni.
Il Festival della Sedia Occupata
Ci hanno sempre raccontato, cianciando di democrazia, confronto delle idee e nessuna prevaricazione, che l’opposizione si fa con i contenuti, con il dibattito, magari con una controproposta. Salvo poi dimostrare che la nuova frontiera della lotta politica è il “sedismo”.
C’è chi, come i ventidue “coraggiosi” – dall’immancabile Boldrini al sempre presente Fratoianni, passando per il Movimento 5 Stelle – ha pensato bene di occupare fisicamente il banco degli oratori, novelli cantori del coro polifonico di Montecitorio al grido di “Bella ciao”. La scena che si è presentata, ritraeva un numero accreditato di promotori della proposta di legge che si recavano in sala stampa per discutere civilmente di remigrazione. E loro lì, a fare muro umano come se fossero buttafuori senza physique du rôle. Altri dieci, ancora meno atletici ma ugualmente volenterosi, si sono limitati a “saturare i posti”. In pratica, hanno fatto quello che fa un onorevole di Avs quando in treno non può viaggiare in prima classe. Ma vuole ugualmente non avere vicini: occupare lo spazio per non farti sedere. Solo che non erano nemmeno sul bus tutto per lui con cui Fico si recò a lavoro il primo giorno di lavoro alla Camera, ma nel cuore delle istituzioni.
Orgoglio e sospensioni ovvero il martirologio social
La parte più esilarante della vicenda è stata la reazione post-sentenza: stiamo assistendo a una imbarazzante gara di “martirio digitale”. Nicola Fratoianni ha dichiarato solennemente che non la considera una colpa. Ma certamente: impedire agli altri di parlare è il nuovo pilastro della democrazia 2.0. Dice che lo rifarebbe. Chissà, magari la prossima volta porteranno anche le babbucce di peluche e l’orsacchiotto da coccolare.
Gianni Cuperlo, con una punta di nostalgia che quasi commuove, anzi, impietisce, ha confessato che è la sua prima sospensione in assoluto. Congratulazioni, Gianni: a sessant’anni suonati hai finalmente provato l’ebbrezza della nota sul registro. Benvenuto nel mondo dei ribelli di velluto. Arturo Scotto parla di “pagina buia”. Noi diremmo piuttosto “pagina affollata”.
Due pesi e due misure (secondo loro)
Ovviamente non potevano mancare i benaltrismi. Il Movimento 5 Stelle urla al paradosso, citando Delmastro o scudi processuali vari. È la solita tattica partigianesca: se (ti) beccano con decine di migliaia di euro nella cuccia del cane, i soldi sono dei cani, ma tu puoi reclamarli perché i cani sono i tuoi.
La realtà è molto più semplice: la democrazia prevede che ognuno possa esporre le proprie idee, piacciano o meno. Lo prevede mammasantissima Costituzione. Se l’unica risposta che le opposizioni sanno dare è sedersi sulle sedie altrui per impedire di parlare, allora forse il problema non sono i membri del Comitato Remigrazione e Riconquista, ma la tenuta democratica di chi vorrebbe imbavagliare le idee.
”Leggevano gli articoli della Costituzione”, dicono dal PD. Un’immagine poetica, non c’è che dire. Avranno saltato la pagina sulla libertà d’espressione. Si godano pure questi cinque giorni di vacanza forzata i cari, si fa per dire, deputati sospesi, il Comitato, forte dell’obiettivo delle cinquantamila firme raggiunto in soli quarant’ore, raddoppiato e superato in meno di una settimana e solo sulla piattaforma online, continuerà a lavorare. Con la granitica consapevolezza che, per fermare un’idea, non basta “saturare” una sala. La prossima volta, se volete, potrete comodamente ricevere il verbale della conferenza unita alla proposta di legge direttamente a casa. Tanto, avrete un sacco di tempo libero per leggere. Buon riposo (democratico) a tutti.
Tony Fabrizio