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grobelaarLondra, 26 mag – A pochi giorni dal 30esimo anniversario della strage dell’Heysel, spunta una nuova versione di quanto accadde quel 29 maggio 1985, a Bruxelles, quando poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool morirono 39 persone, di cui 32 italiane, a causa delle violenze degli hooligans.



L’ex portiere del Liverpool, Bruce Grobbelaar, tenta infatti di buttarla in politica, rivelando un presunto scoop sul ruolo, nella tragedia, di fantomatici estremisti di destra giunti appositamente da Londra.

Spiega Grobbelaar: “Ho cercato la verità. Non furono autentici tifosi del Liverpool a causare la tragedia. Molti avevano trascorso la mattinata con quelli della Juve, giocando a calcio per le strade, andando a bere una birra insieme. Non posso credere che l’atmosfera sia cambiata allo stadio. Io credo a un’altra cosa”.

E ancora: “Liverpool era odiata, c’era invidia per i suoi successi nel calcio. Mia suocera era venuta alla partita, si era imabarcata con un traghetto. Anche mia madre era lì. Per la prima volta si muoveva dal Sudafrica per la finale: la chiami, confermerà tutto. Mia suocera mi raccontò che all’imbarco c’erano dei tipi che distribuivano volantini su cui c’era scritto che sarebbe stata l’ultima partita in Europa del Liverpool. Avevano le braccia tatuate con gli stemmi di alcune squadre di Londra. Erano del National Front, l’estrema destra. Ho provato a indagare. Sono stato diverse volte a Londra, nei locali del National Front cercando di agganciare qualcuno che sapesse qualcosa. Ho provato a prendere informazioni, avevo un amico poliziotto. Ma non sono riuscito ad arrivare alle prove. Né io né altri”.

Giuliano Lebelli

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