AFC_ULtrasRoma, 19 dic – “Calcio, aumenta la violenza negli stadi”, titola senza mezzi termini Repubblica. E la colpa, ovviamente, è delle curve “di estrema destra”. Il rapporto annuale dell’Osservatorio sulle manifestazione pubbliche rilancia l’allarme mediatico sul “tifo violento”, quando in realtà la prima conseguenza da trarre, se si volessero prendere sul serio tali dati allarmistici montati ad arte, sarebbe un’altra: ovvero che tutte le misure poliziesche sin qui attuate hanno miseramente fallito. La tessera del tifoso, il daspo, la flagranza differita, le curve con le barriere di separazione: tutto inutile, tutto buono solo per complicare la vita a chi vuole andare allo stadio a tifare senza influire minimamente sul contrasto alla violenza.

Ma è tutta la ricostruzione fatta dall’Osservatorio che fa acqua da tutte le parti. Se per esempio è vero che la stagione 2014-15 ha visto aumentare il numero di feriti sia tra le forze dell’ordine che tra gli steward, la stagione in corso (2015/2016) fa invece registrare un deciso miglioramento. Prendiamo poi la questione dei daspo. Al 30 giugno 2015 risultano attivi sull’intero territorio nazionale 5040 divieti di accesso alle manifestazioni sportive, di cui 4848 emessi in occasione di partite di calcio e il resto per gli altri sport. La notizia, però, è che relativamente alla stagione sportiva 2014-2015 sono stati 2160 i daspo relativi al calcio, rispetto ai 2346 adottati in quella precedente 2013-2014. Un decremento importante che testimonierebbe, in realtà, un calo e non un aumento della violenza negli stadi. Inoltre 1769 provvedimenti sono conseguenti alla commissione di reati specifici, mentre 276 sono stati emessi quale misura di prevenzione (quindi in mancanza di reato), 85 a titolo di pena accessoria dall’autorità giudiziaria (che quindi non avrebbero nulla a che fare con il tifo violento) e 30 nell’ambito dell’attività di contrasto alla xenofobia (immaginiamo con quali criteri…). Si potrebbero inoltre citare i numerosi casi di daspo comminati per un fumogeno, acceso anche lontano dallo stadio, per uno striscione, per essersi seduto in un posto diverso da quello assegnato: insomma, è contraddittorio estendere a dismisura e in modo liberticida i comportamenti passibili di daspo e poi lamentarsi se i daspo sono tanti.

Ma nella ricostruzione non manca un allarme sulle curve “di estrema destra”. Anche in questo caso, tuttavia, i dati dicono cose diverse. Secondo i dati della Digos, sulla cui attendibilità si potrebbe comunque discutere, nella stagione 2014/15 le curve orientate a destra sarebbero in realtà… in calo: 40 gruppi a fronte dei 46 del campionato 2013/2014, così come in diminuzione sarebbero quelli genericamente orientati a destra: 45 contro 47. I gruppi di estrema sinistra sarebbero invece in leggero aumento: 21 contro i 20 dello scorso anno, 33 orientati in modo generico a sinistra contro i 32 del 2013/2014. Questa piovra nera che attanaglierebbe le curve avrebbe prodotto ben… 23 casi di ululati razzisti, per i quali sono stati denunciati 11 tifosi. Un ben magro bottino, se confrontato con quanto ci si aspetterebbe leggendo certe inchieste allarmistiche sulla saldatura fra ultras, fascisti, mafiosi, criminali e chi più ne ha più ne metta. Insomma, il capro espiatorio dell’ultras violento funziona sempre meno. Ma va ancora bene per generare titoloni a effetto.

Giorgio Nigra

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