Lega partito più produttivo del parlamentoRoma, 19 dic – È la Lega il partito più produttivo del Parlamento italiano, sia alla Camera che al Senato, con un indice di produttività pari a 370. Seguono Fratelli d’Italia (167), Sel (162) e Movimento Cinque Stelle (145). Male il PD (102), che riesce a superare solo Forza Italia, in fondo alla classifica con appena 95 punti.
È quanto rivela il rapporto “Indice di Produttività Parlamentare 2015″, appena pubblicato da Openpolis, l’osservatorio sulla trasparenza della politica italiana.

“La declinazione che diamo al termine “produttività””, spiega l’osservatorio, “è lontana dal mero conteggio delle attività svolte. Piuttosto è tesa a rilevare la capacità di essere influenti ed efficienti. Non è produttivo il parlamentare primo firmatario di innumerevoli ddl, ma quello che porta a casa una legge, non è produttivo chi protocolla centinaia di interrogazioni ma chi riesce ad ottenere una risposta da parte del ministro competente”.
L’indice di produttività tiene inoltre conto dell’importanza del provvedimento (su una scala di tre livelli) e prevede la possibilità che alcune attività possano ricevere un punteggio minore ove sospettate di avere un fine ostruzionistico (dopo una certa soglia, il contributo dell’emendamento all’indice di produttività inizia a decrescere).

Il risultati dell’attività legislativa sono del resto sotto gli occhi di tutti e il quadro delineato dal dossier non riserva certo sorprese: il 66% degli eletti alla Camera e il 63% al Senato totalizzano un indice inferiore alla media, con i gruppi di maggioranza saldamente in coda alle classifiche e la Lega di Salvini in testa (l’80% dei leghisti hanno indici superiori alla media). Spingendo l’analisi un po’ più avanti, il rapporto nota come i parlamentari più efficienti siano quelli che ricoprono ruoli di rappresentanza di gruppi nelle aule o di presidenza delle commissioni (vero nucleo dell’attività legislativa). Mentre pressocché nessuna garanzia di produttività è rappresentata dalla presenza alle votazioni (i parlamentari più presenti si posizionano spesso sotto la media).

L’indagine si chiude infine con un appello alle Camere, per la promozione di una maggiore trasparenza nelle sempre più importati commissioni parlamentari. Sarebbe infatti sufficiente introdurre alcuni correttivi già operativi in Aula, come votazioni elettroniche e resoconti integrali, per disporre di una base informativa utile a un adeguato monitoraggio.

Armando Haller

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