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Roma, 5 feb – Sono ore decisive per i coniugi cinesi di 66 e 65 anni contagiati dal coronavirus e ricoverati da una settimana all’Istituto nazionale per la cura delle malattie infettive Spallanzani di Roma. Sono stati trasferiti in terapia intensiva “con supporto respiratorio” dopo “un aggravamento delle loro condizioni cliniche a causa di un’insufficienza respiratoria”. Per ora sono gli unici pazienti in Italia affetti dal virus n-CoV 2019. Erano stati soccorsi all’hotel Palatino di via Cavour, nel centro di Roma, dove si trovavano in vacanza: lui aveva febbre alta e tosse forte, lei apparentemente nulla, ma era già contagiata. Provenivano da altre città, come Verona, dove ieri è stata ricoverata con la febbre la cameriera che si occupava della loro camera d’albergo. Con lei in isolamento anche i due figli: per tutti sono scattati i test, già negativi per coloro che avevano avuto contatti con la coppia dal 23 gennaio scorso. Allo Spallanzani sono in osservazione 11 persone tornate da Wuhan, epicentro dell’epidemia. Altre 20, che facevano parte della comitiva dei due cinesi contagiati, sono monitorate, 26 sono state dimesse.

Il ministero dell’Istruzione monitora docenti e studenti rientrati dalla Cina

Intanto – anche in reazione alla polemica tra il premier Conte e quattro Regioni del nord, che chiedevano di mettere in isolamento i bambini rientrati dalla Cina prima di farli tornare in classe, richiesta respinta dal premier – in una circolare il ministero dell’Istruzione chiede ai presidi informazioni su docenti e studenti attualmente in Cina, che siano rientrati negli ultimi 15 giorni o che debbano rientrare nelle prossime settimane. Ministero della Salute e Twitter (e forse anche Google) hanno raggiunto un accordo per fornire informazioni attendibili ogni volta che sulla piattaforma si cerca la parola “coronavirus”, per evitare la diffusione di fake news che possano scatenare psicosi collettive.

Tutto pronto per il rientro del 17 enne di Grado rimasto a Wuhan

In Cina è tutto pronto per il rientro del 17 enne di Grado che lunedì non era potuto partire da Wuhan con altri 56 italiani – ora in quarantena nel centro sportivo dell’Esercito alla Cecchignola – perché aveva la febbre. È negativo anche lui ai test, e quindi potrebbe essere rimpatriato entro due-tre giorni, forse con l’aiuto della Francia o della Gran Bretagna interpellate dalla Farnesina, impegnate nel recupero dei loro connazionali.

Record di decessi e contagi in un giorno

Si aggrava sempre di più il bilancio dell’epidemia di coronavirus. Gli ultimi dati diffusi dalla Commissione sanitaria cinese, relativi alla giornata di ieri, parlano di 65 morti, tutti nella provincia dello Hubei, focolaio dell’epidemia: è il conto più pesante dall’inizio della crisi e porta il totale delle vittime a 492. Aumentano anche i nuovi contagi registrati, 3.887, di cui 3.156 nella provincia di cui Wuhan è capoluogo. Nella città più colpita, le autorità stanno riconvertendo a centri medici undici edifici tra palestre, palazzetti dello sport e centri congressi, aggiungendo in tutta fretta 10 mila posti letto per trattare i malati. Intanto un altro allarme arriva dalla nave da crociera giapponese tenuta in quarantena da un giorno al largo del porto di Yohohama: sono ben dieci le persone sono risultate positive ai test per il virus.

In 185 mila sotto osservazione

Purtroppo quello di ieri è un record: sia quello dei morti che quello dei contagi confermati è l’aumento più grande dall’inizio dell’epidemia. Tuttavia la tendenza, comunque prevista, conferma che il picco del contagio non sia stato ancora raggiunto. Il bilancio globale dei contagiati a 24.536, di cui poco più di 200 fuori dalla Cina. Le persone sotto osservazione sono 185 mila.

Dieci contagiarti a bordo della nave giapponese

Sono chiusi nelle loro cabine da un giorno i passeggeri della nave da crociera Carnival in quarantena davanti al porto di Yokohama, che la scorsa settimana ha trasportato un 80 enne poi sbarcato a Hong Kong e risultato contagiato dal coronavirus. Le autorità giapponesi stanno effettuando test su gran parte dei 3.700 passeggeri, tra turisti e membri dell’equipaggio, e finora sono state già trovate dieci persone positive. Le procedure di screening però procedono a rilento e finché non saranno ultimate il governo giapponese non farà scendere nessuno.

Francia, Germania e Regno Unito: “Lasciate la Cina”

Dopo l’appello di Francia, Germania e Regno Unito ai loro cittadini a lasciare, se possibile, la Cina, cresce il numero di compagnie aeree che hanno interrotto i collegamenti. Due compagnie americane, United e American Airlines, hanno bloccato anche i voli anche per Hong Kong. Nell’ex colonia inglese continua lo sciopero dei medici, che chiedono alla Chief executive Carrie Lam di chiudere del tutto il confine con la Cina. Le autorità di Macao invece hanno deciso di chiudere i casinò, principale fonte di introiti della città.

Ludovica Colli

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