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Roma, 5 feb – Siamo alle solite, ancora un regalo dei giudici alle Ong. La nave Mare Jonio, appartenente alla Mediterranea Saving Humans, è stata dissequestrata nelle scorse ore. A deciderlo è stata la sezione civile del tribunale di Palermo che, come riportato dall’AdnKronos, ha integralmente accolto il ricorso della società armatrice della Mare Jonio. La nave era sotto sequestro amministrativo dallo scorso mese di settembre, dopo aver fatto sbarcare a Lampedusa 31 immigrati irregolari. Già diverse settimane fa i membri della Ong Mediterranea avevano avviato una campagna, denominata “Adesso Basta. Basta una firma”, per chiedere proprio il dissequestro della Mare Jonio.

Dopo l’archiviazione per Casarini e compagni ora è tutto pronto per tornare a recuperare clandestini

L’accoglimento del ricorso della Ong è la ciliegina sulla torta, visto che la settimana scorsa la procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio ha chiesto l’archiviazione per Luca Casarini e Pietro Marrone. Rispettivamente, il capo missione ed il capitano della Mare Jonio quando la nave, a marzo scorso, è entrata in acque territoriali italiane con alcuni irregolari a bordo contravvenendo allo stop imposto dalla Guardia di Finanza. Per questo motivo, Casarini e Marrone erano stati indagati dalla procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Ong in pressing sui giallofucsia: “Ora via i decreti Salvini”

Per la Mediterranea Saving Humans sono due vittorie giudiziarie in pochi giorni. E la Ong punta ancora più in alto: “Dopo l’archiviazione delle accuse contro il comandante Marrone e il capo missione Casarini – ha dichiarato Alessandra Sciurba, presidente dell’Ong italiana – Il dissequestro della Mare Jonio è un altro fondamentale passo verso la cancellazione dal basso dei decreti Salvini“. Ancora in pressing sul governo giallofucsia per cancellare i decreti sicurezza e spalancare del tutto i porti alle Ong e all’immigrazione incontrollata. I “compagni” di Mediterranea inchiodano quelli al governo: devono agire da vera gente di sinistra, insomma. “Il governo attuale – si legge infatti nella nota – non ha avuto il coraggio di fare politicamente quello che un tribunale oggi ha ritenuto essere l’unica cosa giusta. La nostra nave è libera, e adesso vogliamo tornare in mare al più presto, a salvare i profughi di una guerra terribile dall’annegamento e dalle catture delle milizie libiche, a salvarci, insieme alle altre navi della società civile, da scelte criminali e velenose come quelle del rinnovo del memorandum con la Libia”.

Adolfo Spezzaferro

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