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Roma, 2 mar – Si allarga l’epidemia di coronavirus in Italia. Sono 1.577 le persone che ad oggi risultano contagiate. A queste si aggiungono 41 persone decedute – dunque cinque nell’ultimo giorno – e 83 guariti in tutta Italia. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sono stati 1.694 i contagiati. E’ il bilancio fornito dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. “I tamponi sono oltre 20mila, esattamente 21.127”. Sono 639 i ricoverati con sintomi per il coronavirus e 140 quelli in terapia intensiva (di cui 106 in Lombardia), circa il 9% sul totale delle persone positive al virus.



Anche Roma alle prese con l’epidemia

Intanto anche la Capitale deve fronteggiare l’emergenza contagi. La chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma è chiusa “per misure precauzionali” e “fino a nuovo ordine”. E’ quanto si legge sul sito di San Luigi che rinvia ad una decisione dell’ambasciata di Francia a Roma. A San Luigi dunque niente messe né visite. Questa sera non si celebrerà messa neanche a Sant’Ivo dei Bretoni, sempre a Roma. Si tratterebbe della prima disposizione del genere nella Capitale forse dovuta al fatto che un sacerdote della diocesi di Parigi, che era stato a Roma, ora è in ospedale in Francia affetto da coronavirus. Un agente della questura di Roma è risultato positivo al primo test per il coronavirus e ora si è in attesa della conferma dal secondo esame effettuato allo Spallanzani. L’agente, secondo quanto si apprende, era assente dal lavoro dal 25 febbraio scorso per sintomi influenzali. Il poliziotto avrebbe contratto il virus in seguito ad una visita ricevuta da un amico proveniente da una delle zone della Lombardia interessate dall’epidemia. Il presidio medico di polizia ha già avviato tutti i protocolli sanitari previsti per le verifiche sui colleghi che hanno avuto contatti con l’agente.

Il Dpcm di Conte per contenere i contagi

Il governo corre ai ripari e il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm con le misure per il contenimento dei contagi.  Il nuovo decreto è caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all’8 marzo nelle regioni colpite dall’epidemia. Con il provvedimento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola “droplet”, affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l’una dall’altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese. In questi luoghi l’apertura di locali pubblici è ora “condizionata” a modalità che evitino assembramenti. Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta “difficilissima da applicare” da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi. Nel decreto vengono distinte le due aree di intervento: quella rossa che riguarda i comuni focolaio dell’infezione e le Regioni a rischio, cioè Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

La stretta del governo sulle Regioni

Stretta del governo giallofucsia nei confronti delle Regioni. Qualsiasi provvedimento dell’esecutivo sul Covid-19 sarà comunque inappellabile da parte di altri enti, soprattutto alla luce della norma contenuta nell’ultima bozza del decreto legge approvato venerdì scorso e secondo cui sono “inefficaci” tutte le ordinanze dei sindaci in materia di coronavirus in contrasto con le misure prese dal governo. In quelle stesse regioni anche gli eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, come ad esempio alcuni match della serie A di calcio, saranno sospesi fino all’8 marzo. Sarà però consentito lo svolgimento delle competizioni a porte chiuse. Inoltre, è fatto divieto di trasferta ai tifosi residenti nelle stesse regioni e province per la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti parti d’Italia.

Anche il Friuli Venezia Giulia proroga la chiusura delle scuole per altri sette giorni

E anche il Friuli Venezia Giulia, sulla scia di quanto già stabilito per le tre regioni “cluster” nel Dpcm, ha prorogato la sospensione delle attività scolastiche per un’altra settimana con un’ordinanza del governatore, Massimiliano Fedriga. Ad essere coinvolti dai nuovi provvedimenti sono anche i comprensori sciistici nelle zone più colpite dal coronavirus, che resteranno aperte ma a condizione che il gestore provveda alla limitare l’accesso agli impianti di trasporto – funicolari, funivie o cabinovie – con una presenza massima di persone pari ad un terzo della capienza. La chiusura di palestre, centri sportivi, piscine, centri culturali e ricreativi riguarda invece la sola Regione Lombardia e la provincia di Piacenza mentre almeno fino al prossimo week end, nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona è prevista anche la chiusura dei negozi all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione dei punti vendita di generi alimentari e farmacie. Restano isolate le zone rosse.

Ludovica Colli

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7 Commenti

  1. Si dai chiudiamo tutto per una banale influenza di stagione. Dovrebbero fare i tamponi per la stupidità e risulteranno molti positivi. Anche voi del “primato” in e è di spargere allarmismo dovreste dire che la gente è manipolata dai media vedi il video di skytg24…. Anche voi fate parte dei media di regime?

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