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Roma, 16 sett – Tra un mese il Green Pass sarà obbligatorio praticamente per fare tutto ma soprattutto per andare a lavoro, pubblico o privato che sia. L’Italia, ricordiamo, è il primo e fino ad ora unico Paese europeo ad aver adottato tale norma.



Green pass, cosa cambia per il lavoratore pubblico

Tutti i lavoratori del pubblico saranno obbligati a mostrare il Green Pass per lavorare (parliamo di 3.2 milioni di persone). Naturalmente tra di loro sono già compresi sanitari e dipendenti degli istituti scolastici. Adesso, però, anche funzionari e impiegati dei ministeri e delle amministrazioni regionali e locali dovranno dotarsi della certificazione verde. Obbligo anche per la presidenza del Consiglio, i ministeri, le autorità indipendenti, l’agenzia delle Entrate, il Demanio, i Monopoli e gli enti di previdenza. Idem per forze armate, forze dell’ordine e comparto giustizia (magistrati e dipendenti dei tribunali). E alla fine anche deputati e senatori dovranno esibire il Green Pass.

La norma per i privati e il nodo smart working

La maggioranza dei lavoratori italiani però è rappresentata dal privato: ad oggi, secondo quanto riporta Huffington post, sono quasi 4 milioni i lavoratori privati che non si sono vaccinati.  Dovranno esibire il green pass titolari e i dipendenti di tutti i locali, bar e ristoranti al chiuso, piscine, palestre, cinema e teatri. Se il green pass è già obbligatorio per viaggiare su navi, aerei, bus, metropolitane, taxi e treni a lunga percorrenza, adesso anche quelli che ci lavorano sopra dovranno averlo. Fabbriche e studi professionali (avvocati, architetti ecc.) anche avranno lo stesso obbligo. Anche le partite IVA e le persone impegnate in attività di volontariato dovrebbero rientrare nell’obbligo. Parrucchieri, estetisti, negozianti e artigiani, collaboratori domestici, come colf e badanti, tutti dovranno avere il green pass. Per lo smart-working (ovvero per chi lavora da casa) non è ancora chiaro se il governo imporrà l’obbligo di avere il Green Pass. Obbligatorio per chi invece alterna casa e lavoro.

I discussi tamponi

I tamponi, alternativi al vaccino per ottenere la certificazione verde, saranno a carico dei lavoratori, non dello Stato, né del datore di lavoro. Il governo, almeno, imporrà alle farmacie un prezzo calmierato, 15 euro: eccezione per i lavoratori sotto i diciotto anni, loro  pagheranno 8 euro. Gratuiti solo per i lavoratori che per motivi di salute non possono vaccinarsi.

Al vaglio la “Super App”

Come si controllerà nel privato il possesso del green pass? In breve, la procedura sarà (si pensa) la stessa di quella ora in vigore a scuola. Il lavoratore, per accedere al posto di lavoro, dovrà mostrare il Green Pass insieme ad un documento d’identità. I documenti vanni mostrati a un responsabile o a un datore di lavoro. E’ già al vaglio una  “Super App”, sul modello di quella utilizzata a scuola. Niente green pass? Niente accesso sul posto di lavoro e il dipendente sarà considerato ‘assente ingiustificato’, con le conseguenze del caso. Sebbene il governo non preveda il licenziamento in nessun caso, di fatto sarà impossibile lavorare senza averlo. Le sanzioni per chi non ha la certificazione verde saranno severe, ma variano dal pubblico al privato:  il dipendente pubblico senza certificato, trascorsi cinque giorni da assente ingiustificato, verrà sospeso senza stipendio. Per i privati la sospensione senza stipendio scatterà invece fin dal primo giorno di “assenza ingiustificata”. E a chi verrà trovato senza Geen Pass sul posto di lavoro o con una certificazione fasulla, verrà comminata una multa dai 600 a 1500 euro.

Ilaria Paoletti



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