meranoMerano, 15 nov – Emergono dettagli sempre più sconcertanti dopo gli arresti da parte dei Carabinieri dei ROS che hanno sgominato a Merano, in Alto Adige, una cellula terroristica appartenente all’ISISDue dei terroristi islamici smascherati tra Bolzano e Merano infatti, si è scoperto che ricevevano da diversi anni aiuti economici da parte dello Stato Italiano. Più precisamente quindi, questi vivevano sulle spalle degli italiani mentre preparavano attacchi terroristici.

Tra gli arrestati spicca fra tutti Nauroz Abdul Rahman, che viveva in una casa pagata interamente dallo Stato perché tutelato dopo aver ottenuto asilo politico. Raccontava di essere oggetto di minacce di morte da parte di Ansar Al Islam in Iraq, organizzazione terroristica della quale invece era membro. Rahman è riuscito così ad avere diritto e pretendere una casa, quella di via Mainardo a Merano, il covo degli jihadisti dove tra proselitismo e preparazione degli attacchi, viveva sulle spalle degli italiani in un’appartamento concessogli completamente a titolo gratuito.

Un altro degli arrestati terroristi, Hasan Saman, riceveva invece 2.000 euro al mese perché padre di cinque figli. Nel frattempo però lavorava per riuscire ad arruolarsi con gli uomini di Al Baghdadi. Tra i sette arrestati poi, non mancano richiedenti asilo politico arrivati di recente in Italia. È il caso di Abdula Safih Ali, alias «Mamosta Kawa». 38 anni residente a Collalbo vicino Renon non lontano da Bolzano, fu già combattente in Kurdistan nel gruppo terrorista peshmerga.

Ancora, due dei terroristi finiti in manette vivevano a Bolzano: Hasan Saman Jalal, 36 anni residente in viale Druso e Jamal Ibrahim, 31 anni che spicca fra tutti per il nome da combattente che si era scelto: «Hitler». Ibrahim viveva in via Macello, nel quartiere dei Piani di Bolzano, zona già finita sulle pagine delle cronache nazionali per diversi episodi di violenza e degrado che hanno visto protagonisti proprio extracomunitari e richiedenti asilo politico.

Mirco Minisini

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here