47830080991797640360noRoma, 16 nov – Il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani ha rinviato la sua visita in Europa. A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

L’Ambasciatore iraniano a Roma, Jahanbakhsh Mozaffari, intervistato, dichiara: “Non è una coincidenza che l’Italia sia stata scelta come prima destinazione europea della visita del Presidente Hassan Rohani. La decisione è stata presa sulla base della storia di legami reciproci tra le due Nazioni ed è un segnale della profondità degli interessi comuni”. L’Italia è il paese che, secondo il diplomatico, “può essere visto come la porta per l’Europa”.

Gli attentati terroristici che hanno colpito Parigi sono stati definiti dal Presidente Hassan Rouhani “attacchi disumani”. Egli ha aggiunto: “I terroristi coinvolti negli attentati di Parigi non credono in nessun principio etico e in nessuna religione, incluso l’islam”. Il mondo musulmano e i musulmani sono le vere vittime di questo terrorismo che colpisce da cinque anni il mondo e, in particolare, la Siria. Il Consiglio dei musulmani francesi -CFMC- ha denunciato “con il massimo vigore l’atroce e malvagio attacco […] e chiede all’intera nazione di dimostrare unità e solidarietà”. Auspica inoltre che i musulmani, in Francia come in Italia, preghino “affinché la Francia affronti questa terribile sfida in pace e dignità”.

Anche il capo degli Hezbollah, Sayed Hassan Nasrallah, ha condannato con forza gli attentati di Parigi.

Tutti, in Italia, erano soddisfatti della storica visita, tranne forse l’ambasciatore della Stato di Israele. Attraverso il Corriere della Sera, infatti, l’ambasciatore israeliano Naor Gilon ha così commentato l’intervista al Presidente iraniano, Hassan Rohani, che sarebbe arrivato in Italia: “Rohani e i suoi conoscono l’Occidente, la sua cultura, le sue lingue: sanno come parlare a questa parte di mondo. Ma è un gioco tattico, è pura fiction“.

L’Ambasciatore iraniano a Roma, Jahanbakhsh Mozaffari, nell’intervista all’agenzia Irna sulla mancata visita del Presidente, ha sottolineato che “sono numerosi i punti in comune sul piano culturale e la profonda amicizia tra le nostre nazioni, punti di forza importanti per il futuro delle relazioni bilaterali”. L’ambasciatore ha dichiarato: “In seguito all’accordo sul nucleare, ci sono condizioni favorevoli per gli investimenti. Importanti aziende europee e di altre aree vogliono firmare contratti con l’Iran”. Nei confronti dell’Italia, per S.E. Mozaffari, non ci sono limiti alle possibili relazioni bilaterali che saranno promosse al livello più alto possibile.netanyahu2_0

Il presidente Hassan Rouhani, annullando le visite a Parigi e Roma, mancherà anche al previsto incontro in Vaticano. La visita, attesa per il quattordici novembre, doveva potenziare i rapporti con i paesi europei e in particolare con l’Italia. Imponenti misure di sicurezza erano state studiate nei dettagli per accogliere la storica visita. L’Italia apprezza l’Iran perché è stata scelta nella prima missione all’estero del Presidente dopo l’accordo sul nucleare. Il Washington Post, riprendendo le parole del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, osserva che la scelta è “anche legata al fatto che l’Iran percepisce la relazione con l’Italia come una relazione basata su quelle che definirei civiltà antiche, risalendo fino all’antica Roma e la Persia”.

Il ministro degli Esteri ricorda che sia l’Italia sia altri paesi europei hanno sofferto molto per le sanzioni internazionali all’Iran. Pur non essendo ancora giunto il momento di smantellarle, “sappiamo che il processo segue un cammino molto chiaro, e la visita del Presidente Rohani rappresenterà un’opportunità per iniziare a consolidare la nostra cooperazione economica e culturale”. Ma tutto “rimane legato ai loro progressi” nello smantellamento delle strutture nucleari contestate.

Al Washington Post Gentiloni ha detto poi che è intenzione dell’Italia sollevare il caso di Jason Rezaian, il corrispondente del Post a Teheran incarcerato dalle autorità iraniane da circa un anno. Il Ministro degli Esteri è convinto che “una soluzione al caso aiuterebbe a costruire un clima di fiducia dopo lo storico accordo nucleare tra l’Iran e le potenze mondiali”.

Il programma di visite ufficiali prevedeva una serie di incontri: tra il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e il ministro iraniano dell’Industria e delle miniere, Nematzadeh; tra il Presidente Hassan Rohani e il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio; l’incontro del Presidente Hassan Rohani con il premier Matteo Renzi a palazzo Chigi per la firma di alcuni accordi bilaterali; la partecipazione del Presidente a un pranzo al Quirinale e alla cena sulla terrazza Caffarelli al Campidoglio.arton28836

Era inoltre stato pianificato un incontro con piccole e medie imprese italiane interessate ad andare nella Repubblica Islamica dell’Iran che necessita, al momento, di un programma di modernizzazione infrastrutturale. Bisogna tener conto, d’altronde, che la riapertura dei commerci con Teheran produrrebbe senz’altro un vantaggio immediato sul settore petrolifero, il più colpito dalle sanzioni internazionali, nonché quello che necessita dei maggiori investimenti. Diversificando le fonti di approvvigionamento sarà in grado di destinare parte dell’energia all’uso domestico. L’Iran nel contesto mondiale è il secondo produttore petrolifero OPEC e il paese con la maggiore risorsa naturale di gas al mondo dopo la Russia. La rimozione delle sanzioni consentirebbe all’Iran un auspicabile ripresa e diventare un fornitore di risorse energetiche verso l’Europa alternativo a quelli esistenti con evidenti benefici sulla bilancia commerciale e per la popolazione.

L’obiettivo è anche quello di potenziare altri settori: edilizia residenziale, grandi opere e turismo.

Talal Khrais, Beirut

Paola Angelini, Roma

A cura di Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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