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Roma, 19 dic – Mariagiovanna Maglie senza pietà contro Luigi Di Maio. La giornalista ha attaccato duramente il ministro degli Esteri grillino alla notizia del via libera al processo contro Matteo Salvini per abuso di potere sul caso degli immigrati fatti rimanere a bordo della nave Gregoretti. Salvini impedì lo sbarco degli immigrati irregolari a bordo nell’attesa di trovare un accordo Ue sulla ridistribuzione.



Giravolta pentastellata

I fatti risalgono allo scorso luglio e all’epoca il leader del Carroccio era ancora vicepremier, assieme a Di Maio, che non ebbe nulla da ridire contro la decisione del Viminale. I mesi sono passati, il colore dell’esecutivo è virato da gialloverde a giallofucsia, e i grillini fanno l’ennesima giravolta: ora Salvini va processato, senza se e senza ma. Ieri sera, infatti, Luigi Di Maio si è infatti rimangiato la linea 5 Stelle dei porti chiusi all’epoca dell’alleanza con la Lega, e ha annunciato che i suoi voteranno per l’autorizzazione a procedere contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il capo politico M5S ha voluto giustificare così il suo voltafaccia: “Il blocco della Gregoretti non fu deciso dal governo, ma dal ministro Salvini. (Sulla Diciotti, ndr) per noi c’era l’interesse pubblico prevalente, ma sulla Gregoretti non c’era e non c’è. Soprattutto fu un’azione del singolo ministro, tanto che poi li fece sbarcare perché la ridistribuzione funzionava. Noi voteremo contro l’interesse pubblico prevalente”. Ai microfoni di Porta a Porta, Di Maio poi aggiunge: “Auguro a Matteo Salvini di dimostrare la sua innocenza, come lo auguro a tutti”.

L’attacco della Maglie

La Maglie non ci ha più visto. Già recentemente aveva attaccato il leader pentastellato riguardo al voto sul Mes in Aula, twittando “Si butta avanti chiedendo il solito soccorso ai magistrati, e strilla al mercato delle vacche, Luigi Di Maio, per nascondere che il traditore è lui, che il Mes lo voleva abolire e ora lo ha sottoscritto svendendo gli italiani a Bruxelles”. Appresa la notizia, ieri sera ha twittato criticando aspramente il giro a 180° del ministro degli Esteri: “Come non si sputa in un occhio quest’uomo senza onore – si chiede, schietta come al solito – come regge la sua vista nello specchio?”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Non si sputa in un occhio perché non è un uomo, appunto. È un burattino antropomorfo -tipo il corvaccio di J.L.Moreno- azionato da Grillo: quando il comico vorrà, comincerà una pioggia di sputi sul suo fantoccio.

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