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Roma, 6 giu – Sesto sabato consecutivo di protesta per le Mascherine Tricolori. A Milano davanti al Castello Sforzesco, a Roma in piazza Santi Apostoli e in decine di altre città italiane da Nord a Sud isole comprese, migliaia di italiani hanno manifestato contro il governo Conte e le misure economiche insufficienti mese in campo per far fronte alla crisi. “Sono passati ormai tre mesi esatti dall’inizio del lockdown e dal governo non è arrivata alcun risposta concreta. Abbiamo iniziato a manifestare per primi, quando ancora vigevano le restrizioni della Fase 1, chiedendo risposte che ancora non sono arrivate. Da settimane diciamo ci troviamo a denunciare una situazione che sembra immutabile: cassa integrazione in ritardo, aiuti inesistenti per le imprese, fasce più deboli della popolazione abbandonate a loro stesse”.

“Non accettiamo incompetenza di ministri come la Azzolina”

“Le uniche novità sono i continui annunci del governo ai quali non segue mai un’azione concreta. Le banche non erogano i finanziamenti alle imprese? E il ministro dell’Economia Gualtieri con la faccia di bronzo risponde: “Cambiate banca”. Può essere questo un governo in grado di affrontare la più grave crisi economica e sociale dal dopoguerra? Ovviamente no, per questo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo. Non siamo più disposti ad accettare l’incompetenza di ministri come la Azzolina, che non è stata in grado di dare mezza certezza a insegnanti, studenti e famiglie sui tempi e le modalità di rientro a scuola. Per questo non possiamo fermarci, manifesteremo ogni sabato e a breve organizzeremo una grande manifestazione nazionale a Roma”.

Le foto delle manifestazioni

In piazza Santi Apostoli si canta l’Inno d’Italia – Video

“Sanatoria per le multe fatte in lockdown”

“Noi chiediamo una sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, lo stop alle tasse per le imprese per tutto il 2020, soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato senza passare per le banche, liquidità immediata per le famiglie e le fasce più deboli della popolazione, un piano di intervento straordinario per salvare il settore del turismo che rischia letteralmente di scomparire, aiuti massicci e regole meno stringenti per bar, ristoranti, palestre e tutte quelle attività che rischiano di chiudere prima ancora di riaprire, un piano per far ripartire veramente la scuola e garantire una formazione, non la supercazzola delle lezioni a distanza e i banchi con i divisori in plexiglass. E pretendiamo che lo stato d’emergenza non venga prolungato per altri sei mesi. Non saremo più disposti ad accettare limitazioni della nostra libertà e la sospensione dei nostri diritti fondamentali”.

Davide Romano

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