Cremona, 20 dic – “Mio figlio è morto dentro”. E’ la denuncia di Lucrezia Marzano, madre di Yanis, un ragazzino italiano di 13 anni vittima di bullismo tra i banchi di scuola, degenerato poi addirittura in pedinamenti e aggressioni. I suoi “aguzzini” sono alcuni ragazzi che frequentano lo stesso istituto scolastico “Bertesi” di Soresina, in provincia di Cremona. Dopo il suo ricovero per stress in ospedale, la notizia aveva trovato riscontro solo nella cronaca locale. Nessuno aveva dato importanza alle parole del padre su Facebook “mio figlio è stato bullizzato da un branco di musulmani fuori e dentro la scuola”. Sono infatti quasi tutti di origine nordafricana i “bulli” che hanno aggredito Yanis. Ad etnie “invertite” ci saremmo trovati di fronte ad un caso nazionale, con i titoloni di Repubblica e i post di Saviano pronti a raccontare la deriva razzista dell’Italia.

Yanis ora ha paura di uscire di casa. Lucrezia è una mamma decisa a non arrendersi e ad andare fino in fondo e con questo video ha deciso di raccontare al Primato Nazionale la storia di suo figlio.

Ora sono in corso le indagini del tribunale di Brescia. Lucrezia quotidianamente dalle colonne del suo profilo Facebook racconta la sua storia e la storia di suo figlio, bullizzato da una baby gang di stranieri (termine usato dalla Polizia Municipale al momento della segnalazione) all’interno e all’esterno della scuola che frequenta. La dirigente scolastica Paola Manara, nonostante le richieste di indire assemblea straordinaria ha negato la disponibilità, dicendo che un solo genitore non può convocare un consiglio di istituto.

“Sappiamo di maltrattamenti nei confronti anche di altri studenti, palpeggiamenti nei bagni a ragazzine di soli 12 anni”, ci racconta Lucrezia. “Non è possibile vivere in questo questo clima omertoso dove un gruppetto di furbi pensa di fare il bello e il cattivo tempo. Trovo scandaloso che non si prendano provvedimenti, i colpevoli si conoscono, dal momento in cui hanno provato a scusarsi, ma noi non accettiamo le scuse come non accettiamo il menefreghismo delle istituzioni. Gli episodi sono avvenuti all’interno dell’istituto, non solo al di fuori. Chiediamo di fare gruppo perché questo non succeda più, ai miei e ai vostri figli”.

Nella classe di Yanis il rapporto tra italiani stranieri è sproporzionato. Su 22 alunni solo 5 sono italiani. “I bambini tra di loro si esprimono in base all’origine etnica. Alcuni vengono bocciati perché non conoscono nemmeno l’italiano”, spiega ancora Lucrezia. E il rapporto non cambia in altre classi: 8 italiani su 26, 7 su 23 etc. I bulli, sono “italiani” di seconda generazione frutto dell’esperimento multiculturale di Soresina, sono tutti di origine africana e nordafricana, hanno già svariate segnalazioni a livello legale per piccoli crimini, ma essendo troppo giovani non si può procedere per vie legali.

Dal sindaco alle altre istituzioni sembra regnare una certa omertà rispetto alla situazione di Soresina. Come detto se ci fosse stato un pestaggio da parte di quattro ragazzi italiani nei confronti di uno straniero sicuramente il caso sarebbe montato con solerzia. Mentre per Yanis, il nulla.

Davide Romano

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2 Commenti

  1. Che Dio stramaledica per l’eternità i porci che ci vogliono invasi da queste bestie dalle facce color merda e dai tratti scimmieschi!!!!! Maledici! Signore!!! Maledici gli Italiani autorazzisti! Maledici il malseme delle bestie che hanno come unico tratto distintivo ogni forma di vigliaccheria, crudeltà, infamia & lerciume!!!

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