Roma, 21 mag – Deborah Sciacquatori, la 19enne che domenica, nel corso di una colluttazione, ha ucciso suo padre, si è vista notificare il decreto di liberazione.

“Non necessarie esigenze cautelari”

A Deborah e al suo avvocato, Sarah Proietti, è giunta oggi la lieta notizia. La contestazione formalizzata alla ragazza è eccesso colposo di legittima difesa. “L’atto compiuto da Deborah Sciacquatori si può qualificare come un episodio di eccesso colposo –  è possibile leggere nel decreto che ha formalizzato la liberazione di Deborah – Per questo motivo, anche alla luce della personalità della ragazza, non si ritengono sussistenti le esigenze cautelari, in particolare quelle di reiterazione del reato, essendosi trattato di un episodio chiaramente determinato da un contesto familiare difficilmente replicabile”. “Non si ravvisano neppure il pericolo di fuga, del tutto insussistente – scrive così il Pm Filippo Guerra – né infine le esigenze di genuinità e di conservazione della prova alla luce degli elementi già acquisiti agli atti del procedimento”.

“Papà non lasciarmi, ti voglio bene”

Deborah si è difesa con un coltello contro il padre padrone, che ha cercato ripetutamente di picchiare lei, la madre e l’anziana nonna. L’arma da taglio faceva parte di una collezione del nonno. “Mio padre è caduto a terra, l’ho sorretto e gli ho detto ‘papà non lasciarmi, ti voglio bene’”  queste le parole della ragazza, in lacrime, agli inquirenti. Deborah ha cercato anche di prestare soccorso al padre, subito dopo averlo ferito, cercando di tamponare la ferita con dei prodotti surgelati prelevati da casa. L’aggressione ha avuto inizio alle ore 4.50 di domenica presso la casa della famiglia Sciacquatori, in via Aldo Moro a Monterodotondo. Lorenzo, ex pugile, è tornato a casa ubriaco dopo un’intera notte fuori. Qui ha subito tentato di aggredire la moglie, costringendola ad uscire per comprargli altro alcool. Al ritorno, la donna ha trovato Deborah, sua figlia, e la madre (ormai quasi cieca) chiuse in camera per difendersi dagli attacchi dell’uomo. Quando il padre riesce a sfondare la porta, Deborah reagisce con calci e pugni. Le tre donne riescono a scappare di casa ma sulla porta del palazzo l’uomo le raggiunge e le blocca. Qui Deborah cerca di fermarlo minacciandolo con il coltello ma lo colpisce sul collo, proprio sotto l’orecchio.

Sciacquatori, tra violenze e precedenti

Sciacquatori era già stato artefice di molti maltrattamenti in famiglia ai danni di Deborah e della moglie. In passato si era reso protagonista di un‘aggressione a pubblico ufficiale e violenza a terze persone. Tutto ciò tra il settembre del 2014 e il marzo del 2015. Era uscito dal carcere nel 2016 e da quel momento formalmente non vi era più stata nessuna denuncia o segnalazione alle forze dell’ordine. Ma la violenza in famiglia (e fuori) erano note a tutti i conoscenti e vicini.

Ilaria Paoletti

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8 Commenti

  1. Che tristezza e sciagura. Se non interveniva la giovane a fermare il padre, il dramma poteva concludersi ancora peggio con i tre omicidi delle donne ed un suicidio.
    Peccato che i servizi preposti a vigilare su situazioni cosi’ “problematiche” non siano riusciti ad evitare un altra tragedia famigliare

  2. Luciano Salsi
    I commenti sono quasi unanimemente a favore della parricida. Nella società patriarcale dell’antica Roma il padre (pater familias) aveva diritto di vita e di morte sui figli e sugli schiavi. Nella società matriarcale dell’odierno Occidente la donna ha diritto di vita e di morte sui figli (prima e dopo la nascita), sul padre e, quando le riesce, sul partner. Anche questo è uno dei famosi diritti umani?

  3. Mi permetto di osservare che il commento del lettore non mi sembra una risposta pertinente all’articolo della gentile giornalista del PN.
    La deriva dei “diritti umani” e la strumentale applicazione di essi da parte del pensiero unico e della stampa mainstream sono una cosa, il gravissimo episodio di cui viene data notizia ed il drammatico epilogo sembra frutto di un dramma famigliare. Cosa doveva e poteva fare la giovane, immolarsi lei e non difendere la vita di una vecchia (quasi cieca) e di sua madre?

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