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Napoli, 25 mar – Sul quotidiano “Metropolis”, testata giornalistica campana, ieri è stato pubblicato un interessante articolo di Marina Cappitti nel quale si rende noto – a chi ancora non se ne era accorto – che il numero delle occupazioni effettuate a Napoli, durante l’amministrazione De Magistris, sarebbe notevolmente aumentato. Il lungo elenco, che oggi conta 24 immobili in più, rispetto a quelli delle precedenti amministrazioni, è divenuto oggetto di studio da parte della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica in seguito alla manifestazione contro la conferenza di Matteo Salvini, dell’11 marzo scorso, durante la quale, proprio gli appartenenti ai centri sociali, che in queste strutture hanno sede, hanno messo in scena violenti scontri con le forze dell’ordine.



Proprio in seguito a quegli avvenimenti, sarebbe dunque sorto l’interesse degli organi dello Stato a vigilare sulle occupazioni effettuate da gruppi politici vicini al primo cittadino partenopeo. Qualcuno potrebbe difatti chiedersi come sia possibile che, in una città con problematiche di mobilità, di emergenza abitativa, e, addirittura, sull’orlo del fallimento, vengano “regalati” immobili pubblici – e non solo – a individui che ne fanno uso esclusivo e dai quali, all’occorrenza, partono manifestazioni di violenza contro avversari politici. Ebbene ciò è possibile perché a tutelare gli occupanti, che costituiscono il bacino elettorale del Sindaco, c’è una delibera creata ad hoc, datata 1 giugno 2016, ma resa nota solo dopo le elezioni amministrative. Essa prevede infatti che quei luoghi reputati costituire, in seguito all’occupazione, un pubblico beneficio e un centro aggregativo per la comunità, vengano presi in carico dall’amministrazione comunale, la quale ottempera al pagamento delle utenze e delle spese inerenti agli stabili, e li affidi, senza contratto di locazione o simili, ai gruppi di occupanti. Come già detto le occupazioni in città non sono poche, e le loro dimensioni non sono di certo trascurabili. Basti pensare all’ex OPG – Je So’ Pazz o allo Scugnizzo Liberato, di circa 26.000 m² ciascuno, che, ad oggi, risultano sempre e solo a disposizione di una certa parte della popolazione, facente riferimento, guarda caso, al “Sindaco Arancione”.

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Ci si potrebbe allora domandare se la delibera sulle occupazioni sia impugnabile da qualsiasi individuo o gruppo, a prescindere dalla propria fede politica. A tale quesito, De Magistris diede risposta proprio qualche tempo fa, quando fece sfrattare un gruppo di anziani che si riunivano in un locale di Piazza Cavour per giocare a carte. Insomma, diventa ogni giorno più evidente il fatto che la città sia oramai in balia di un despota – o forse sarebbe più giusto dire di un bambino viziato – che, giorno dopo giorno, piuttosto che adempiere ai propri incarichi di amministratore cittadino, preferisce coccolare e preoccuparsi solo di quella parte di cittadinanza che, al momento giusto, ricambia i favori ricevuti. Considerando che l’ultima occupazione ad opera dell’estrema sinistra risale ad un paio di giorni fa, con l’appropriazione di alcuni locali di Via Mezzocannone 16 – ricordiamo che sulla medesima via sono occupati anche il civico 12, 13, 14, 15 – diventa preoccupante il fatto che, a breve, saranno di più gli spazi occupati e le sigle ad essi legati che gli effettivi votanti di De Magistris. A quel punto cosa si inventerà il Sindaco della legalità?

Roberto Derta

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