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violenzaPalermo, 13 apr – “Fuggiva dalla guerra” o quasi, dato che in Egitto la guerra non c’è. Era una “risorsa” che avrebbe dovuto “pagare le pensioni” dei nostri anziani, ma per il momento si è occupato principalmente dei nostri ragazzini. Violentandoli. Parliamo di un sedicenne egiziano che vive in una comunità alloggio nei pressi di Palermo, giunto a Lampedusa l’anno scorso. Il giovane è in stato di fermo presso la procura per i minorenni di Palermo con l’accusa di aver usato violenza sessuale a un ragazzino di 13 anni che frequentava la sua stessa scuola. L’extracomunitario avrebbe portato il compagno in un luogo appartato della scuola e lo avrebbe violentato.

Nonostante le minacce ricevute per indurlo al silenzio, un mese fa il ragazzino ha raccontato ai genitori di essere rimasto vittima di abusi sessuali da parte di un compagno di scuola. Gli agenti della sezione di Polizia giudiziaria della Procura per i minorenni hanno condotto un’indagine particolarmente complessa che ha permesso di accertare, attraverso varie testimonianze, compresa quella del tredicenne, che lo straniero con violenza e minacce l’aveva condotto in un’area della scuola e, lontano da alunni e insegnanti, aveva abusato di lui minacciandolo perché non ne parlasse con nessuno. “Mi minacciava – ha aggiunto la vittima – diceva che mi sarebbe accaduto qualcosa di spiacevole se avessi raccontato tutto”. Ma, alla fine, il tredicenne si è confidato con i genitori, che hanno subito denunciato il caso. I poliziotti hanno anche eseguito un sopralluogo, riscontrando le dichiarazioni della vittima, confermate peraltro dal consulente incaricato dalla Procura. Il reato di cui dovrà rispondere lo straniero è aggravato perché commesso nei confronti di un minore di 13 anni, all’interno di un istituto scolastico. Ieri mattina, l’interrogatorio. Il sedicenne fermato nega, ma il giudice delle indagini preliminare ha ritenuto gravi gli indizi nei suoi confronti e ha convalidato il provvedimento della procura.

Roberto Derta

9 Commenti

    • Bhè la cosa è diversamente interpretabile troverai il senso
      qui : un breve accenno . La furia franco-coloniale non si placò e continuò nelle cittadine di Ceccano, Supino, Sgurgola e paesi limitrofi (dal 2 al 5 giugno 418 stupri su uomini, donne e bambini, 29 omicidi, 517 furti) una nota dei Carabinieri ricorda la bestialità di quegli eventi: “infuriarono contro quelle popolazioni terrorizzandole. Numerosissime donne, ragazze e bambine (…) vennero violentate, spesso ripetutamente, da soldati in preda a sfrenata esaltazione sessuale e sadica, che molte volte costrinsero con la forza i genitori e i mariti ad assistere a tale scempio. Sempre ad opera dei soldati marocchini vennero rapinati innumerevoli cittadini di tutti i loro averi e del bestiame. Numerose abitazioni vennero saccheggiate e spesso devastate e incendiate”.

      Starà poi alle truppe alleate franco-senegalesi completare “l’opera” infatti, prima di essere rimpatriate, infierirono ancora sulla popolazione civile in quel di Toscana per lo più nell’isola d’Elba (dopo essere passati anche in Val d’Orcia e nel viterbese).

      Le responsabilità di quei tragici giorni della nostra storia, devono ricadere anche su alcuni uomini politici italiani di allora, perché, non bisogna dimenticare, che l’Italia badogliana dichiarò guerra alla Germania, diventando di fatto collaborazionista dello Stato Maggiore alleato; non meno gravi le responsabilità del governo di Unità Nazionale di Ivanoe Bonomi che non sollevò mai una protesta ufficiale per le cosiddette “marocchinate”, come del resto i governi che lo hanno succeduto per 50-60 anni e per i quali questo è sempre stato un argomento tabù e politicamente scorretto, in virtù di quella che Renzo De Felice amava definire “vulgata resistenziale”…
      http://lastella.altervista.org/le-marocchinate-la-parte-censurata-della-nostra-liberazione/

      • Questa citazione del link sopracitato deve far riflettere :
        La cifre di queste nefandezze non sono molto chiare, si parla di circa 60.000 donne stuprate, numero che si basa sulle richieste di indennizzo ricevute; di queste vittime, una grande percentuale rimase affetta da malattie come la sifilide o blenorragia, molti furono i figli nati dai rapporti coatti, la maggior parte dei mariti e dei compagni furono contagiati dalle mogli, migliaia di omicidi, parte dei quali effettuati ai danni di chi “osava” difendere l’onore delle donne, l’81% dei fabbricati distrutti, il 90% del bestiame sottratto, così come i gioielli e ogni altro tipo di bene materiale, evirazioni, cittadini impalati, bambini (di entrambi i sessi), uomini, sacerdoti ed anche animali sodomizzati…

        Ad aggiungersi a questi dati strazianti, per le vittime ci fu anche la beffa di vedersi come delle persone emarginate dalla società, non ci furono quasi mai nei loro confronti degli atti di solidarietà, molte donne vennero ripudiate, stentarono a trovare un marito ed un lavoro e molte furono quelle che non riuscirono a convivere con questo fardello suicidandosi.

  1. Però l ‘importante è fare il tram scempio di una città oppure esporre i dinosauri con i colori arcobaleno ,così leggo nei blog siciliani . Del resto Palermo l ‘ultima volta che si sollevò è quando il governo dell’unità d’Italia vietò anche la festa di S.Rosolia sedata nel sangue e nel silenzio dei giornali che furono chiusi per 15 giorni , basta leggere libri in merito

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