Roma, 29 dic – “Basta sbarchi di clandestini, il governo nomini un commissario speciale, con esperienza militare, diplomatica in Africa, di conoscenza della Sicilia e del Sud dell’Italia”: così l’ammiraglio (ris) Nicola De Felice. Esperto di sicurezza nazionale e nemico giurato delle navi Ong che ci riempiono di clandestini, De Felice ci spiega quale potrebbe essere la soluzione: un commissario ad hoc, “nominato per realizzare l’obiettivo di sconfiggere la tratta degli esseri umani”.

Ammiraglio, l’inverno non ferma gli sbarchi…

“I mille clandestini delle navi Ong norvegese Geo Barents e tedesca Sea Watch 3 sbarcano in pieno inverno in Sicilia. Dall’inizio del 2021, sono sbarcati 67.490 illegali, il doppio rispetto al 2020 e sei volte il 2019. In sfregio ad ogni norma marittima internazionale e dell’Ue, le navi Ong ed i rispettivi Stati di bandiera (Norvegia, Spagna, Germania) approfittano della situazione di debolezza politica e diplomatica dell’Italia per imporre le proprie politiche migratorie con il solo scopo di soddisfare le ipocrite posizioni cattocomuniste delle rispettive sinistre al governo in quegli Stati”.

Come funziona negli altri Paesi con sbocchi sul mare?

“Non un immigrato sbarca ad Amburgo, a Marsiglia, a Palma di Majorca o a Oslo, non una nave Ong pendola nel Canale della Manica dove si verificano morti in mare di migranti tentati di raggiungere la Gran Bretagna. A causa del pull factor, le navi Ong sono corresponsabili delle morti in mare e indirette sostenitrici della tratta degli esseri umani, la più grave caratteristica del fenomeno dell’immigrazione illegale, un rischio per la sicurezza nazionale ed internazionale, una delle fonti di reddito più lucrose per il crimine organizzato.

Ci spieghi meglio.

“Sia lo smuggling ovvero l’introduzione illegale di immigrati nel territorio di uno Stato che il trafficking, cioè lo sfruttamento sessuale o economico in condizioni analoghe alla schiavitù, si basano sullo sfruttamento intensivo dell’immigrato già durante il viaggio e sicuramente al termine dello stesso. Le organizzazioni criminali evidenziano oramai una notevole capacità di adattamento nella gestione dei flussi, diversificando le rotte, le tappe e i mezzi, utilizzando natanti di vario tipo e dimensione, veicoli per il trasporto merci, traghetti di linea e voli aerei, in relazione al tipo di etnia delle vittime oppure per scelte di tipo strategico come l’elusione dei controlli o la pressione per interventi di soccorso con le navi Ong, coperte o colluse con i propri Stati bandiera. Ma non finisce qui”.

In che senso?

“Questi criminali sono coinvolti nella conduzione di altri illeciti, dal traffico di sostanze stupefacenti ai reati quali le estorsioni, le rapine o le frodi. Non manca la movimentazione all’estero dei proventi illeciti, l’utilizzo di corrieri e di sistemi vietati per la raccolta e l’invio del denaro. La tratta degli esseri umani richiede un’azione più complessa di quella finora attuata, non basta relegarla alle sole competenze del ministero dell’Interno. Tale azione deve avere la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti del potere nazionale, dall’interno al diplomatico, dal militare all’economico, all’intelligence, al sanitario”.

Lei sostiene che ci vorrebbe una sorta di Figliuolo dell’immigrazione…

“Sì. Occorre l’azione competente e determinata, a livello nazionale ed internazionale, di un commissario straordinario dedicato a questo unico compito. Il governo nomini dunque un commissario di natura speciale e a competenza settorialmente definita, con esperienza militare, diplomatica in Africa, di conoscenza della Sicilia e del Sud dell’Italia, di conoscenza delle lingue. Nominato per realizzare l’obiettivo di sconfiggere la tratta degli esseri umani, secondo gli indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri, con delega per trattare con l’Ue, con gli Stati di transito e di origine degli illegali, con capacità di far fronte a particolari esigenze di direzione e coordinamento di più amministrazioni pubbliche”.

Come dovremmo procedere, dunque?

“Sia emanato un decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e siano fissati i compiti, mezzi e personale concessi nonché la durata dell’ufficio. Diamo spazio a gente responsabile e competente, decisa a salvaguardare gli interessi dell’Italia e degli italiani. Diamo spazio ad un patriota”.

Adolfo Spezzaferro

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