Bergamo, 29 dic — In Val Seriana una dottoressa non vuole più curare chi non si vaccina contro il Covid. Lei è Mara Maffeis, ha 48 anni e non è sicuramente una fan del giuramento di Ippocrate quando si parla di coronavirus: e così si è sfogata sul suo status Whatsapp, chiedendo ad Ats la possibilità di sbarazzarsi di chi non si inocula il siero.

La dottoressa bergamasca non vuole curare chi non si vaccina

«Si “ringrazia” tutti i pazienti non vaccinati per la nuova ondata pandemica che ci troviamo ad affrontare!!! Chiederò ad Ats la possibilità di revocare tutti i pazienti non vaccinati!!!». Detto, fatto: la Maffeis si è consultata al suo referente all’Agenzia di tutela della salute per cancellare i non vaccinati dall’elenco dei suoi 1.500 mutuati. Ma l’Ats, come giusto e normale che sia, le ha risposto picche. «Ma mi è stato risposto che non è possibile farlo, che allora dovrei revocare anche obesi e fumatori. Dunque, continuerò a curare tutti come ho sempre fatto». Che delusione, che disdetta. Le toccherà «curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma discriminazione in campo sanitario», come recita quel giuramento che in tempo pandemico non va più di moda ricordare di aver pronunciato.

Non è come a marzo 2020

La dottoressa spiega al Corriere Bergamo di «avere passato ore in ambulatorio a convincere gli indecisi». Ma è stata la variante Omicron a farla esplodere: nei giorni scorsi, complici le migliaia di tamponi eseguiti in prossimità delle feste, «Sono stata sommersa dalle telefonate di persone risultate positive, sembrava di essere tornati a marzo 2020». Osservazione alquanto inesatta e decisamente fuori luogo: nel marzo 2020 la Val Seriana, come gran parte della provincia bergamasca, era piagata da un’epidemia di cui non si conosceva nulla e le terapie intensive esplodevano di casi gravissimi. Oggi, a fine 2021, tutto si può dire ma non che la pressione sugli ospedali e il tasso di mortalità della malattia siano gli stessi di due anni fa. Tanto più che, come specifica il Corriere, «sono tutti, nel suo caso, pazienti asintomatici o con sintomi lievi». Quindi di cosa si deve occupare, sostanzialmente, la nostra dottoressa Mara? Di nasi che gocciolano. E ha il coraggio di paragonarli ai morti del 2020.

«Devi comunque pensare a come gestire la malattia, tra tamponi di controllo e contatti da ricostruire. Se avessi solo quello da fare, va bene, ma ci sono anche gli altri malati».Quello che la Maffeis si «scorda» di menzionare è la statistica riguardo l’esorbitante numero di vaccinati risultati positivi al Covid sotto le feste. Ma forse questi ultimi posseggono un salvacondotto morale, per la dottoressa Maffeis, tale da ritenerli degni di cure.

La dottoressa “minacciata”

«Io ogni tanto faccio le mie sparate, i pazienti lo sanno. Ieri (lunedì, ndr) ero esasperata quando ho pubblicato sul mio stato WhatsApp quel messaggio». Poi parla di «minacce ricevute». Minacce decisamente soft: «La cosa brutta sono state le minacce che ho ricevuto subito dopo. Una persona anonima mi ha scritto che mi avrebbe denunciato ai carabinieri e che si sarebbe rivolta a un avvocato. Un tale Locatelli mi ha telefonato insultandomi, dicendo che avrebbe promosso una raccolta firme per farmi rimuovere, che sarebbe passato in studio e che avrebbe chiamato Striscia la Notizia».

Poi ammette persino di non sapere «quanti tra chi visito non sono vaccinati, ma credo che abbiano giocato un ruolo in questa nuova ondata. I primi positivi che ho visitato, guarda caso, erano 4 persone non vaccinate». Bando alle ciance: la Maffeis non ha fiato da sprecare con i dubbiosi: «Con una parte ci ragioni, con altri è inutile, è capitato che mi chiedessero se è vero che il vaccino rende sterili. Io non ho più voglia di perdere tempo con queste persone».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. La dottoressa Maffeis non si rende conto della follia del suo atteggiamento, per il pessimo precedente che sta creando. Perché se si stabilisce che a qualcuno si debba dare assistenza mentre ad altri no, sulla base di criteri legati alle proprie convinzioni, s’innesca un meccanismo che porterà alla formazione di una cultura dell’arbitrarietà per la quale chiunque potrebbe decidere di sottrarsi ai propri doveri professionali in barba ai codici deontologico, civile e penale, generando fenomeni altamente discriminatori che minano le basi della pacifica convivenza civile.

    Vorrei ricordare alla dottoressa (?) Maffeis che negli ospedali israeliani vengono curati i leader di Hamas e di ragioni per non farlo, i medici israeliani ne avrebbero molte di più di quante possa averne lei nei confronti dei non vaccinati.

  2. Poveretta, la paura creata ad arte fà brutti scherzi come del resto ha fatto a molti italiani oramai ipocondriaci.Aggiungi che il livello dei medici negli anni si è notevolmente abbassato;questa come altri medici ancora crede che siano i non vaccinati gli unici ad infettare!!

  3. Questi servi di Regime sono così sostenuti dalla stampa asservita, da potersi permettere dichiarazioni che solo 2 anni addietro avrebbero portato ad un procedimento disciplinare dell’ordine dei medici e, forse, all’apertura di un indagine da parte della magistratura. Mi chiedo se questa gaglioffa ragioni alla stessa maniera nei confronti dei fumatori, degli obesi, dei siero positivi, ecc. Vorrei essere un suo mutuato, per poterla affrontare di persona e annichilirla verbalmente se non fisicamente. Comunque, confermo che una simile mentecatta non può aver le competenze di base per svolgere la professione, al massimo può essere una collega della Capua, un’altra veterinaria!

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