Quando sta per arrivare un bambino, i genitori devono prepararsi al meglio, acquistando tutto il necessario per accoglierlo. Uno tra i prodotti più importanti, che è bene scegliere con grande attenzione, è il passeggino, anche perché fin dai primi giorni di vita è molto importante far uscire il piccolo, ma senza disturbarne il riposo e garantendogli sicurezza e comfort.

Tuttavia, viste le numerose proposte disponibili, il rischio di perdersi e di confondersi è davvero elevato. Di fatto, è possibile trovare modelli in grado di soddisfare qualunque tipo di esigenza, anche estetica. Ma che cosa bisogna valutare davvero, quando si deve comprare un passeggino? E a chi è meglio affidarsi per avere informazioni valide in merito a tale articolo?

Il modello che ho scelto io per mio figlio, l’ho trovato recensito sul sito Passegginimigliori.it, una piattaforma digitale specializzata in questo genere di prodotti, che si propone come una sorta di guida all’acquisto, perfetta per chi è completamente inesperto o per chi vuole essere aggiornato in merito ai modelli migliori. Il bello è che le soluzioni proposte vengono arricchite di tante informazioni utili, che possono dimostrarsi davvero fondamentali in fase di scelta.

Le caratteristiche fondamentali che deve avere un passeggino

Al di là che si voglia optare per un duo o per un trio, per un passeggino a 3 o a 4 ruote, o per una soluzione gemellare, è importante ricercare sempre alcune caratteristiche fondamentali, che, in fase di utilizzo, potranno fare veramente la differenza. Di fatto, la prima cosa che bisogna ricercare è la leggerezza. Infatti, il passeggino deve poter essere manovrato senza problemi, anche con una mano sola. Tuttavia, deve anche consentire l’aggancio della borsa con il cambio del bambino.

Per quanto riguarda le ruote, queste devono essere girevoli, ma soprattutto devono potersi muovere con facilità in tutte le circostanze, anche in quelle più impegnative. Ma tutto questo non basta, in quanto è necessario che sia facile da richiudere e da riporre, in modo da poterlo sempre avere a portata di mano. Sotto la seduta, inoltre, è bene che vi sia una sorta di cesto portaoggetti, così da poter contenere eventuali acquisti compiuti durante una passeggiata, o giocattoli per il piccolo.

I manici devono poi essere regolabili, al fine di adattarsi perfettamente a chi spinge il passeggino, e la seduta deve essere anch’essa regolabile, in modo da posizionare il bambino, a seconda dell’età, fronte mamma o fronte strada. Infine, è bene ricordare che è meglio scegliere soluzioni sfoderabili e facilmente lavabili, così da assicurare sempre il massimo igiene.

C’è un tempo per tutto, anche per il passeggino

Non è difficile vedere, soprattutto nelle grandi città, bambini ormai grandi ed in grado perfettamente di camminare, trasportati sul passeggino. Ciò avviene soprattutto per comodità, in quanto bisogna fare i conti con una vita frenetica che richiede di essere sempre più rapidi, per tanto aspettare i tempi di un bambino può diventare complicato.

Spesso, poi, i più piccoli preferiscono farsi portare e non camminare, e se tolti dal passeggino cominciato a fare una serie infinita di capricci, che può andare avanti anche per delle ore. Tuttavia, secondo alcuni studi compiuti in Inghilterra, tale abitudine rischia di compromettere  lo sviluppo linguistico e fisico dei bambini, e questo perché, stando seduti, perdono numerose possibilità di interazione con gli adulti, ma anche di fare movimento.

Dunque, è importante ricordarsi che, il passeggino, gioca un ruolo fondamentale solo in una specifica fase della vita del bambino, terminata la quale è necessario evitarne l’utilizzarlo, così da impedire l’insorgenza di problematiche, che potrebbero rivelarsi, a lungo andare, anche serie.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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