Bergamo 31 gen — L’ennesimo atto vigliacco e vergognoso perpetrato contro i morti della Repubblica sociale. Al cimitero monumentale di Bergamo sono state profanate 12 tombe dove riposano i caduti Rsi: ignoti hanno danneggiato le lapidi, spaccando le fotografie in vetro-ceramica dei defunti. Un gesto ripugnante che — ne siamo certi — come tanti altri fatti simili non troverà spazio nelle cronache dei quotidiani cittadini e che incontrerà il silenzio di figure politiche e istituzionali.

Al monumentale di Bergamo sfregiate le tombe dei caduti Rsi

A scoprire l’ignobile scempio sono stati alcuni visitatori del Monumentale. Il campo dei caduti Rsi consta di trentuno tombe individuali più una lapide, sotto la quale sono sepolti i resti di sette militi della Guardia forestale della Repubblica sociale. Il luogo, che si trova ai margini del camposanto, è poco frequentato, per cui dall’effettiva data della profanazione potrebbero essere passati giorni. Non sono ancora chiare le modalità del gesto — se sia avvenuto durante la notte o in pieno giorno. Sembra però improbabile l’ipotesi di un’effrazione notturna. Il cimitero ha già sporto denuncia.

Non c’è pace per chi è caduto

Così come ignoti, nel 2018, infierirono sulla lapide dei 43 Militi della prima Divisione d’assalto «M» della Legione Tagliamento: ragazzi tra i 15 e i 22 anni uccisi dai partigiani il 28 aprile del 1945 a Rovetta, in Val Seriana. Periodicamente il luogo viene vandalizzato: nel 2009 venne demolita a colpi di martello la targa in memoria posta all’esterno del cimitero, proprio nel luogo dove avvenne la fucilazione. L’anno seguente un finto ordigno esplosivo fu piazzato in corrispondenza della lapide commemorativa. Altri episodi nel 2012, 2013 e 2016.

Lo scempio alle tombe dei caduti Rsi al Monumentale arriva a pochi mesi di distanza dalla gravissima profanazione del Campo della Memoria a Nettuno, dove ignoti hanno sfondato l’accesso a due tombe dei marò del Battaglione “Barbarigio” e agli altri combattenti della Repubblica Sociale Italiana impossessandosi dei resti contenuti in esse.

Cristina Gauri

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