Roma, 2 nov – Il neoministro dell’Interno Matteo Piantedosi, da poco insediatosi al Viminale, sembrerebbe aver lanciato la sfida alle imbarcazioni delle ong che imperversano da anni nelle acque territoriali italiane affermando che le navi non entreranno in Italia, ribadendo che la responsabilità della gestione migranti a bordo delle navi che si trovano nel Mediterraneo è dello Stato di bandiera. I risultati delle precedenti gestioni migranti segnano lo sbarco sulle cose della penisola di circa 85mila immigrati dall’inizio dell’anno, numeri mai così alti che non escludono la possibile cifra di 100mila ingressi entro fine dicembre.

La stretta sulle navi ong

Al momento sono tre le navi ong al largo della Sicilia: hanno quasi mille immigrati a bordo e chiedono un porto all’Italia. La nave Ocean Viking, di proprietà della ong francese Sos Mediterranee e battente bandiera norvegese e la nave Humanity I continuano a premere sui confini italiani. “Abbiamo agito sin da subito per dare un segnale immediato agli Stati di bandiera: non possiamo farci carico dei migranti raccolti in mare da navi straniere che operano sistematicamente senza alcun preventivo coordinamento delle autorità”, ha così dichiarato il ministro Piantedosi in una nota diretta ai paesi di bandiera informandoli delle azioni di queste ong.

Situazione sempre più esplosiva

Nella notte tra lunedì 31 ottobre e il primo novembre sono sbarcati a Lampedusa circa 243 immigrati africani provenienti soprattutto da Guinea, Mali, Costa d’Avorio e Senegal aumentando ancora maggiormente il collasso dell’hotspot dell’isola che si ritrova con più di mille persone all’interno. Le navi Ocean Viking, Humanity I e Geo Barents continuano imperterrite nella loro opera di favoreggiamento dell’immigrazione, rendendosi responsabili di una crisi senza precedenti e di tutte le disastrose conseguenze di questo fenomeno incontrollato. La situazione in Italia si sta rendendo sempre più esplosiva e soltanto un intervento radicale può mettere un freno a questo caos.

Andrea Grieco

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