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stupri violenze cara di mineoCatania, 26 mag – L’ennesimo stupro, l’ennesimo episodio di violenza. Non c’è pace al Cara di Mineo, il più grande centro d’accoglienza d’Europa da tempo sotto i riflettori. Non bastavano gli episodi di cattiva amministrazione portati alla luce dall’Anac di Raffaele Cantone e che puntano diritto al (fu) Nuovo Centrodestra – che proprio a Mineo ha un suo radicatissimo feudo elettorale – ma, denuncia il Procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, ora la questione diventa di vero e proprio “ordine pubblico”.

“L’arresto nei giorni scorsi di un pachistano per violenza sessuale commessa nei confronti di una nigeriana nel Cara di Mineo è l’ennesima conferma che la struttura, che accoglie al momento circa 3.500 migranti, è ingestibile“, spiega il magistrato, riferendosi all’ultima vicenda che ha visto coinvolto un ospite del centro, colto in flagrante. Non solo: sarebbero “numerosi i casi di abusi registrati e non tutti denunciati – prosegue Verzera – tanto che lì ci sono molte donne che vivono con la paura di essere stuprate“.

Una situazione quasi paragonabile alla Giungla di Calais, anche se qui ci sono casette e alloggi più dignitosi all’interno del Residence Aranci che fino al 2011 ha ospitato i militari della vicina base Nato di Sigonella. Non basta però la cura degli spazi per evitare che la struttura diventi terra di nessuno. Tanto che “un arresto non risolve il problema ed è ancora più grave – ammette amaramente il procuratore – il quadro complessivo in cui l’episodio si inquadra: il Cara di Mineo per numeri ed estensione non è gestibile, ed è un grande potenziale pericolo per la sicurezza del territorio e dell’ordine pubblico. E questo lo dico e lo sostengo da tempo”.

Nicola Mattei

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