Roma, 28 feb – E’ guerra nel Consiglio provinciale di Novara. Il motivo del contendere risiede nella mozione, presentata da Fratelli d’Italia, in cui si vorrebbe vedere il presidente Federico Binatti impegnato a «favorire, anche attraverso l’erogazione di contributi, installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nei nidi, nelle scuole d’infanzia pubbliche e paritarie, e negli istituti per anziani e disabili operanti sul territorio regionale, con lo scopo di  migliorare i livelli di sicurezza e qualità nell’erogazione dei servizi offerti e di prevenire abusi e maltrattamenti».

Ebbene, a questo punto il consigliere regionale e sindaco dem di San Nazzaro Sesia Stefano Zanzola, si è opposto alla mozione: la tesi sarebbe che gli aguzzini, in una certa misura, sono anch’essi vittime, in quanto stressati e carenti di formazione professionale. Più precisamente, «chi mette le mani addosso a un disabile o a un bambino non sarebbe un individuo che si comporta in modo bestiale e intollerabile, ma una persona sovraccaricata di lavoro e stressata che la Regione dovrebbe indennizzare con qualche corso di formazione in più».

Interpretazioni ambigue

Pronta la risposta di De Grandis (FdI): «la stragrande maggioranza degli operatori fa sicuramente bene il proprio lavoro, ma chi sbaglia, soprattutto nei confronti di soggetti deboli e indifesi, deve pagarne le conseguenze e le telecamere servono proprio per tutelare sia i bambini, gli anziani e i disabili». Il consigliere Zanzola, prosegue De Grandis,  «probabilmente non era lucido e ha straparlato. L’intervento è stato davvero surreale, soprattutto perché ha messo sullo stesso piano le vittime di questi odiosi abusi e quanti usano violenza in quanto “stressati”, dando così il “la” a interpretazioni ambigue. Seguendo questo ragionamento, se una persona è stressata è legittimata a molestare o ad aggredirne un’altra? E la soluzione per evitare questo rischio è rappresentata da “corsi di formazione anti-stress” a spese dei piemontesi?».

Cristina Gauri

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