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delnevo_980x571Roma, 28 apr – Erano in partenza da Lecco, destinazione Stato Islamico. Una coppia di coniugi marocchini, con cittadinanza italiana, è stata arrestata insieme ad altre due persone. L’accusa è di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” e le misure di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Gip di Milano Manuela Cannavale. Le misure in realtà riguarderebbero al momento almeno sei persone, solo che due di queste, la coppia formata dal marocchino Mohamed Koraichi di 32 anni e la sua compagna, l’italiana convertita all’Islam Alice Brignoli di 39 anni, risultano al momento latitanti. Dal febbraio 2015 non si hanno più tracce in Italia di loro e dei loro tre figli maschi di sette, sei e un anno e mezzo. Sembra che siano riusciti a raggiungere la Siria e ad unirsi con il Califfato.



L’obiettivo della coppia di Lecco arrestata questa mattina era lo stesso: insieme ai due figli di due e quattro anni, volevano partire per la Siria e unirsi, tramite l’aiuto di Koraichi e Brignoli, all’Isis. Le operazioni condotte in modo congiunto dai Ros e dall’Ucigos hanno riguardato anche un marocchino di 23 anni, residente nella provincia di Varese, fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel 2015 e che sarebbe morto in combattimento in Siria. Renzi si è complimentato con l’antiterrorismo e con il Viminale per le operazioni.

Gli inquirenti durante le perquisizioni hanno trovato materiale di “grande interesse investigativo”, utile per il contrasto alla rete dei “foreign fighters”. In ogni caso questa è un’ulteriore conferma degli “avvisi” arrivati da varie intelligence di diversi stati europei e confermati dagli 007 Usa pochi giorni fa: in Italia esistono individui che agiscono per conto del Califfato, molti dei quali arrivati con i barconi carichi di immigrati.

Davide Romano



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