Roma, 13 giu – Roma, 13 giu – Altro che comunista così, Mario Brega era convintamente “fascio” e i panni del comunista incallito nel celebre “Un sacco bello”, film del 1975 diretto da Carlo Verdone, li vestì a fatica. A rivelarlo è proprio il regista romano, che a Il Fatto Quotidiano ha svelato oggi le simpatie politiche del grande caratterista. “Le sue idee politiche si avvicinavano lì – ha detto Verdone – soprattutto per tradizione familiare: il padre, da sportivo, per una medaglia aveva ricevuto l’encomio del Duce”.

E’ la conferma di una voce che da tempo circolava negli ambienti del cinema e non solo. Quel padre che nel set incarnava lo stereotipo del comunista trinariciuto anni settanta, capace di replicare magistralmente alla tracotanza scurrile della ragazza fricchettona del figlio, nella vita aveva quindi ben altre idee. “Non fu semplice convincerlo – spiega Verdone – avrebbe preferito il braccio teso; alla fine si arrese, con la frase: ‘Va bene, accetto, ma la giro comunque a modo mio’”.

Brega di fatto divenne un’icona a sinistra, per tutti quelli che non si riconoscevano nel pensiero debole sessantottino identificandosi piuttosto nella vecchia scuola Pci. Eppure allo stesso tempo riuscì a suscitare simpatie trasversali, perché con una semplice battuta (che oggi verosimilmente verrebbe censurata in qualunque film) riuscì a sfottere un intero mondo considerato quasi intoccabile, almeno nel cinema. Una scena indimenticabile che rivista oggi ci appare quanto mai attuale e che va oltre la mera comicità. E’ pura goliardia, da “fascio così!”.

Alessandro Della Guglia

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here