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sede sole 24 oreMilano, 11 mar – Almeno tre indagati eccellenti, un bilancio sempre più in difficoltà e i giornalisti in sciopero ad oltranza contro il direttore. C’è del mare più che mosso dalle parti di via Monte Rosa, sede storica del quotidiano economico il Sole 24 Ore, finito al centro di un’indagine per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita.

Fra gli iscritti nel registro degli indagati troviamo gli ex presidente ed amministratore delegato, Benito Benedini e Donatella Treu, insieme all’attuale direttore, Roberto Napoletano e all’ex responsabile digitale, deputato nelle fila di Scelta Civica e poi passato con Civici e Innovatori, Stefano Quintarelli. Insieme a loro sono finiti nel mirino degli inquirenti, che hanno disposto ieri una perquisizione nei locali della testata, un commercialista ed un dirigente di una società britannica, la Di Source limited. Le contestazioni riguardano principalmente la vendita di decine di migliaia di copie digitali, che secondo la Procura di Milano sarebbe state in realtà delle copie ‘fantasma’, iscritte a bilancio solo per gonfiare l’ammontare delle stesse falsando dunque il mercato pubblicitario. Tanto che a fine 2016 una relazione arrivata sul tavolo dell’assemblea degli azionisti parlava di una necessaria correzione dei dati sulla diffusione, da portare al ribasso almeno del 30% rispetto a quelli ufficiali. Quintarelli ed altri, in più, tramite questo opaco meccanismo si sarebbero spartiti oltre 3 milioni di euro, da cui la contestazione del reato di appropriazione indebita.

L’indagine arriva come un duro colpo ad una situazione già precaria. Sono anni, infatti, che il Sole 24 Ore naviga in pessime acque, con bilanci in rosso (circa 60 milioni l’ultima perdita, 350 quelli cumulati negli ultimi anni) ed un piano di risanamento che stenta a decollare. Tanto che in Confindustria, proprietaria del quotidiano, la discussione in merito all’opportunità di continuare ad investimenti su un prodotto che continua a bruciare capitale è aperta da tempo. “Gli spot del presidente Benedini e del direttore Napoletano che venivano a raccontarci che andavamo bene e che non bruciavamo cassa li abbiamo ascoltati tutti ma poi abbiamo amaramente scoperto che buona parte delle risorse derivavano da vendite di asset come la società informatica e non da elementi positivi derivanti da una gestione efficace…Ritengo che il giorno in cui dovessimo perdere il Gruppo Sole 24 Ore la nostra credibilità finirebbe davvero ai minimi termini”, aveva commentato lo scorso autunno Giuseppe Zigliotto di Confindustria Vicenza.

Parole alle quali erano seguite quelle di Vincenzo Boccia, presidente nazionale dell’associazione, che a novembre aveva annunciato manovre “lacrime e sangue” per salvare il quotidiano. Ne era nata una querelle con i giornalisti, che hanno da tempo sfiduciato il direttore ed inanellato una serie di scioperi per protestare contro la cura dimagrante. Ma come, non vanno dicendo da sempre che in situazioni di crisi la soluzione è aumentare le vendite e ridurre i costi? Bene, ecco servita l’occasione: più vendite (anche se non tutte ‘trasparenti’, dettagli) e risparmi sul personale. “Fate presto”.

Nicola Mattei

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1 commento

  1. sono amareggiato e non ho parole per definire quanto accaduto
    Rimbocchiamoci le maniche e avviamo un processo di risanamento coinvolgendo l’ordine nazione dei dottori commercialisti, non mancheremo di dare le migliori e miate soluzioni per portare un nuovo lustro al prestigioso quotidiano che mi ha accompagnato in questi miei anni da commercialista.
    in bocca al lupo

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