
Secondo le rilevazioni condotte da Eurostat, la tendenza ad incrementare le fila di questa categoria è in continuo aumento. Nel solo ultimo trimestre, rispetto all’anno precedente si registra in Italia un +1.1%. Più di cinque volte l’aumento medio dell’Europa a 28, che si ferma al +0.2% sempre su base tendenziale. Proprio il confronto con l’Europa rende le statistiche più impietose: il dato nazionale supera di tre volte la media Ue, che si attesta al 4.1% complessivo
Il numero di lavoratori scoraggiati è un indice simile ma non perfettamente sovrapponibile a quello della disoccupazione. A conti fatti, il numero di non impiegati viene ad essere rimpolpato. Anche in ambito di chi cerca lavoro senza trovarlo, come già rilevato dall’Istat, facciamo peggio rispetto all’Europa: 13.4 contro il 10% (11.5% invece l’eurozona).
Scendendo più nel dettaglio, l’Italia sembra essere spaccata in due. Se infatti al nord gli scoraggiati si attestano ad un “lusinghiero” 6.7%, al meridione la percentuale quasi quintuplica, superando il 30%.
Filippo Burla