stress test ebaRoma, 30 lug – Ieri, a mercati chiusi al fine di tentare di arginare possibili speculazione, l’Eba – European Banking Authority, ha reso noti i risultati degli stress test a cui ha sottoposto un campione di banche dell’Unione Europea. Dalle analisi condotte dai tecnici, che valutano tutta una serie di fattori in due diversi scenari al 2018 – scenario “base” e scenario “avverso” in caso di deterioramento della situazione economica – emergono conferme, come Mps, ma anche sorprese, come quella delle banche tedesche.

La situazione di Monte dei Paschi di Siena è nota da tempo, tanto che proprio in questi giorni si sta delineando il piano (l’ennesimo) di risanamento dell’istituto, alle prese con l’obbligo di smaltire i crediti in sofferenza e con il terzo aumento di capitale in pochi anni. L’istituto senese si piazza all’ultimo posto della classifica in entrambi gli scenario, con una patrimonializzazione Cet1 – Common equity tier 1 ratio, rapporto fra capitale e attività ponderate per il rischio, indice di solidità di una banca – al 12.04% nello scenario base, che però scende al -2.23% in quello avverso. E’ l’unica banca europea, fra quelle analizzate, che nel secondo caso registra addirittura un valore negativo. Il valore minimo sindacale del Cet1 “suggerito” dalla Bce è l’8%, valore che nello scenario avverso non viene raggiunto da Unicredit, promossa ma con riserva. La banca milanese supera il parametro – e oltrepassa anche quel 10.5% di cordone di sicurezza per gli enti di credito italiani indicato nel gennaio 2015 – solo nello scenario base, per cui è promossa (anche se in questo caso l’Eba non traccia alcuna linea di confine) ma con riserva. Meglio va per Ubi Banca e Banco Popolare, mentre Intesa Sanpaolo è la migliore delle italiane nello stress test con un Cet1 molto vicino al 10.5% anche nello scenario avverso.

Sangue di Enea Ritter

La vera sorpresa, però, sono le banche tedesche. Perché se è vero che il grande malato italiano ed europeo è Mps, anche oltralpe non ridono. Il colosso Deutsche Bank, ad esempio, supera sì l’esame ma soffre particolarmente dato che nello scenario avverso scenderebbe sotto l’8% sempre del Cet1, che a fine 2015 era a 12.08%. Il peggior risultato lo avrebbe però Commerzbank, la quale dovrebbe subire un tracollo di oltre 470 punti base, dal 13.13% attuale al 7.42%. Il sistema bancario tedesco nel suo complesso ha un valore del 9.4%, alto sì ma principalmente grazie alla performance della Nrw Bank di Düsseldorf che con il suo 35% trascina tutto il settore: senza il suo contributo, la media sarebbe decisamente più bassa, al di sotto di quella comunitaria e, forse, anche di quella italiana.

Filippo Burla

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