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Roma, 21 mar – Nel titolo stiamo parafrasando il celebre libro dello scrittore russo Andrej Amal’rik “Sopravviverà l’Unione Sovietica fino al 1984?”. Amal’rik scrisse il suo libro nel 1969 quando l’Urss sembrava all’apice della sua potenza politico-militare e per questo scritto venne privato della cittadinanza ed esiliato all’estero. Basti pensare che nel 1980 l’Urss aveva appena terminato lo schieramento contro l’Europa dei nuovi missili nucleari SS20 puntando contro l’allora Comunità economica europea “altre” 1.050 bombe atomiche. Eppure Amal’rik sbaglia di soli cinque anni: il Muro di Berlino cade nel 1989 e in capo a un anno tutto il sistema comunista non esiste più.

La Bce “crea dal nulla” 750 miliardi di euro

Anche la Ue succeduta al Mec si vuole presentare come all’apice della sua potenza: dopo l’infelice uscita della Lagarde (lo spread non riguarda la Bce) due notti fa Francoforte ha messo in campo un “Bazooka” contro la crisi finanziaria da 750 miliardi di Euro che servirà, come al solito, a “salvare le banche” assicurandogli profitti mentre il resto della società affonda. Come? La Bce “crea” 750 miliardi di euro dal nulla, e li presta alle banche che comprano i titoli emessi dai vari Stati, che a fronte di questo “prestito” pagano gli interessi alle banche.

Ma allora, si dirà il profano, tanto vale che ogni Stato si crei dal nulla la propria moneta risparmiando i costi per interessi passivi (in Italia 80 miliardi l’anno). Ma questo è come voler andare ad aprire una fabbrica di pedalini nell’Urss di Breznev e Suslov: di fronte a questo tentativo di riportare il capitalismo in Urss come minimo si finiva all’ospedale psichiatrico, ma se c’era Stalin direttamente al muro. E infatti Amal’rik prevede il tracollo dell’Urss con venti anni di anticipo.

Perché dovrebbe cadere l’Urss-Ue?

Perché il sistema liberista-globalizzato ci ha riportato al medio evo e non è più condiviso dai cittadini, a meno di un’area che ne trae vantaggi o è compromessa con “investimenti” farlocchi e teme di perdere tutto. Questa area farebbe svenire i bambini a scuola dalla fame come in Grecia, ed è il principale sostegno politico interno al sistema attuale

In questo video potete vedere i resti di due terzi degli abitanti di Genova morti durante la peste del 1650, e che si trovano immediatamente sotto il suolo della città (non avevano la possibilità di seppellirli tanti erano, li hanno gettati nei cunicoli).
Ovviamente questa non è l’epidemia di peste del Boccaccio (1348) o quella di Roma (1527), o del Manzoni (1630) ma una delle tante epidemie che scoppiavano periodicamente in tutta Italia. Ma noi “moderni”, ci diremo consolandoci, abbiamo la scienza, le tecnologie, le strutture…

A noi “moderni” invece…

  • mancano le mascherine, in Italia ne è stata smessa la produzione perché quelle cinesi costavano cinque volte di meno.
  • abbiamo pochi ventilatori polmonari. Fortunatamente c’è ancora una piccola azienda (35 dipendenti) che li produce.
  • abbiamo pochi posti in terapia intensiva (la Germania ne ha il doppio) perché gli economisti-liberisti non hanno considerato la ridondanza necessaria al sistema sanitario per far fronte a picchi ed emergenze.
  • mancano medici ed infermieri che negli ultimi anni sono in molti emigrati. Noi, una volta privatizzata la sanità, avremmo assunto medici bulgari o nigeriani che costavano un tozzo di pane.

Ai cinesi tanto solerti a venire a farci la predica bisogna spiegare che le pratiche d’igiene del terzo millennio dovrebbero essere diverse da quelle medievali, perché non può essere che un virus che a novembre scorso stava dentro un pipistrello ora causa una pandemia planetaria. 

Diremo basta con i tagli alla sanità?

Continuiamo a “tagliare” la sanità pubblica per seguire le fregnacce ideologiche dei liberisti? La sanità privata va benissimo integrata con quella pubblica, ma solo se hai patologie curabili con le supposte. Ma prendiamo in esame il mio caso: sei mesi fa uno staff minimo di 30-40 persone mi ha legato su un tavolo operatorio di titanio fatto a croce, aperto il torace con la sega elettrica, messo in circolazione extracorporea, fermato il cuore con un veleno potentissimo, fatto quel che dovevano fare e rimesso assieme con cerotti e fil di ferro, il tutto in una sala operatoria del valore di molti milioni di euro ma che non sarebbe servita a nulla senza uno staff di personale addestrato e iper-specializzato.

Quindi che almeno la disgrazia del coronavirus serva a far riflettere su dove ci stanno portando da venti anni gli economisti-liberisti coi tagli, l’austerity, le rendite, la finanza etc.
Io sono certo che quando sarà finita loro saranno inseguiti e percossi nelle strade, perché il lugubre corteo di camion militari che portano le salme agli inceneritori non sono nemmeno una scena di guerra, è peggio.

Luigi Di Stefano

1 commento

  1. Figuriamoci se dei socialisti di merda come voi non iniziavano l’articolo prendendo spunto da un autore comunista. Siete la feccia della feccia, voi e il vostro cazzo di nazionalismo sociale. Evviva la libertà individuale, evviva il libero mercato ed evviva il progresso. Avete scritto un mucchio di stronzate dando la colpa ai liberali e ai privati. Ma se in Italia è tutto pubblico e se siamo in questa situazione è colpa del totalitarismo del potere politico. Magari potessimo avere più scelta riguardo tante cose che ora come ora sono solo pubbliche in Italia. Come vi sentite a fare il gioco di Putin e di Trump a cercare di metterci l’uno contro contro l’altro per cercare di affondare l’Europa? Porca madonna ma vi riprendere un momento o no?

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