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Richmond, 8 nov – Si chiama Danica Roem ed è la prima deputata transgender a essere eletta in un Congresso Statale negli Stati Uniti. Naturalmente tra le fila dei democratici. La deputata, o il deputato, ha 33 anni, di professione faceva la giornalista ed è stata eletta in Virginia. Ha battuto il repubblicano-conservatore Robert Marshall, 73 anni, molto critico nei confronti del movimento Lgbt, che in passato aveva appoggiato un disegno di legge che avrebbe posto limiti ai bagni pubblici che i trans avrebbero potuto usare.



Marshall, che fino all’election day di questa notte è sempre stato riconfermato nel suo collegio per ben 26 anni, si è sempre rifiutato di rivolgersi a Danica Roem usando il genere femminile. Inoltre l’ha più volte pesantemente attaccata, perché la Roem pare sia una sostenitrice della bontà dell’insegnamento cosiddetto “transgendersim” fin dall’asilo. Un tema che, però, la deputata ha sempre cercato di evitare durante la campagna elettorale, forse perché conscia del fatto che probabilmente gli americani e i potenziali elettori non avrebbero gradito. Si era così concentrata sui problemi del traffico e del lavoro, pur non nascondendo la propria identità di genere.

Mai prima d’ora negli Stati Uniti una persona transgender era riuscita a ricoprire un incarico del genere. “Gli elettori stasera hanno scelto un leader trans e intelligente e non la demagogia anti-Lgbt, inviando un forte messaggio ai legislatori anti-trans in tutta la nazione”, ha affermato il presidente del Victroy Found, un’organizzazione che si impegna a promuovere ed eleggere funzionari pubblici Lgbt.

La neoeletta ha così commentato la sua vittoria: “Non c’è mai stato un legislatore apertamente transgender nella storia americana. Non è un fatto comune. E io sono stata la prima candidata apertamente transgender a partecipare in Virginia. Non era mai successo prima, e quindi non ho nessun esempio da seguire”.

Anna Pedri



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