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Amsterdam, 24 gen – Nel corso della conferenza del FvD (Forum voor Democratie), partito conservatore olandese, grandi applausi sono stati dedicati all’intervento della giovane Eva Vlaardingerbroe. Le sue dure parole sul rapporto tra femminismo e immigrazione hanno destato scalpore in Olanda e le sono costate molte accuse di razzismo.

Preparata e colta, ma “razzista”

Eva è intervenuta nel corso del congresso del partito FvD che si è tenuto a Barneveld lo scorso 30 novembre. La Vlaardingerbroek ha 23 anni, una laurea in giurisprudenza e sta studiando per un dottorato in filosofia del diritto. Ha lavorato per il suo partito a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, e nel tempo libero è anche giornalista. Nei Paesi Bassi il suo intervento ha ricevuto un’insperata popolarità ma anche molte critiche. Molti giornalisti sono arrivati a definirla una “serva della destra radicale”, “principessa ariana” e “suprematista bianca“.

Le priorità del femminismo contemporaneo

Il discorso, non manca di notare Eva, ha ricevuto le sue prime critiche negative ancor prima di essere pronunciato: i primi attacchi ci sono stati quando era stato reso pubblico solo il titolo, relativo ai pericoli prodotti dal femminismo contemporaneo. “Come puoi da donna essere contro il femminismo?” hanno chiesto ad Eva. Questa domanda ipocrita viene frequentemente rivolta a qualsiasi essere di sesso femminile non si prostri ai diktat del politicamente corretto. “Ma il femminismo di questi tempi non si concentra più sulla libertà di voto o di parola delle donne” rimarca Eva. “Anzi, questi valori sono messi in pericolo dalle stesse sedicenti femministe. Pensate che io esageri? Prendiamo ad esempio una qualunque “marcia delle donne” che si tiene ad Amsterdam” dice Eva.

“L’uomo occidentale è il nemico”

“Vedrete ogni tipo di bandiera: la bandiera antifascista, la bandiera palestinese, la bandiera arcobaleno” accusa la ventitreenne. “E anche un certo numero di bandiere con simboli comunisti”. E gli slogan? “Morte al patriarcato, tutti gli uomini sono immondizia, refugees welcome”. E qui Eva ci illustra il paradosso del pensiero femminista: “Per loro l’uomo occidentale è il nemico giurato, mentre masse di uomini composte da centinaia di maschi soli che provengono da società patriarcali non sono affatto un problema”.

“Sono libere grazie all’Europa”

“Nel paradiso multiculturale che è la Svezia” accusa Eva “un terzo delle donne subisce un’aggressione sessuale”. Ma perché per le femministe queste allarmanti statistiche non rappresentano un problema? “Perché non sentono come loro né l’Europa, né i valori europei”, risponde Eva. “Si concentrano su battaglie fittizie: si impegnano a farsi crescere peli sotto le ascelle o a propagandare giocattoli no gender mentre succede tutto questo” conclude Eva “e non comprendono che è proprio grazie ai valori europei che sono libere di manifestare e di scendere in strada“.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. Questa ragazza esprime un pensiero quasi banale, che non avrebbe bisogno neppure d’essere sostenuto, per quanto ovvio e condivisibile. Purtroppo, in una società occidentale, manipolata dalle oligarchie economiche, che si sostentano con gli schiavi legalizzati, (i sedicenti ” Migranti “, per gli esseri senzienti: ” Clandestini “), la propaganda culturale diffusa dai mezzi d’informazione, che appartengono a quelle stesse élite, ha fatto si che ci sia un numero sempre più diffuso di ” menomati ” mentali, che sono incapaci di comprendere i concetti più semplici. Quelle stesse dementi che adesso manifestano per diritti, già acquisiti da decenni, si troveranno ad essere coartate nelle proprie libertà fondamentali da quei subumani che tanto bramano nei loro miserevoli giacigli. Noi, maschi caucasici eterosessuali, non vogliamo, ragionevolmente, avere contatti con femmine ripugnanti nell’aspetto e sgarbate nell’atteggiamento, quindi, esse si debbono rivolgere a negroidi ed islamici delle più disparate etnie, gli unici che hanno lo stomaco adatto per avere rapporti carnali con queste ” nullatenenti mentali “.

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