Roma, 2 mar – La crescita economica mondiale messa in pericolo dall’epidemia di coronavirus. E’ il paesaggio a tinte fosche tratteggiato dall’Ocse che nel suo Interim Economic Outlook -Coronavirus: the world economy at risk (Coronavirus: l’economia mondiale a rischio) ha tagliato di 0,5 punti la stima precedente di novembre 2019. Per il 2020, quindi, è prevista una crescita del 2,4% del Pil contro il 2,9% stimato in precedenza. Per il 2021, invece, si punta su un Pil mondiale in crescita del 3,3% (+0,3 punti rispetto a novembre 2019). Lo riporta AdnKronos. Crescita zero, invece, per l’Italia, dopo lo 0,2% nel 2019, mentre nel 2021, il Pil resta confermato a  +0,5%.



Sempre secondo il report Interim Economic Outlook dell’Ocse le conseguenze dell’emergenza Covid-19 si riverbereranno in particolare sul “clima di fiducia, sui mercati finanziari e sul settore del turismo”. I Paesi maggiormente vittime di tale impatto negativo saranno quelli che intrattengono forti scambi con la Cina: Giappone, Corea del Sud e Australia. “Le ripercussioni legate alla contrazione della produzione in Cina – spiega l’Ocse  – si fanno sentire in tutto il mondo riflettendo il ruolo chiave e crescente che la Cina ha nella catena globale delle forniture e nei settori del turismo e delle materie prime”.

L’Ocse taglia la sua stima di 0,5 punti a condizione che il contagio “abbia raggiunto il suo picco in Cina nel primo trimestre del 2020” e che negli altri Paesi “l’epidemia resti lieve e contenuta”. Nel caso invece di una “maggiore, più intensa e più ampia” propagazione dell’epidemia nelle aree dell’Asia-Pacifico, dell’Europa e del Nord America, è previsto un ulteriore rallentamento del Pil mondiale: +1,5% nel 2020. Un percentuale che rappresenta la metà della crescita prevista prima che il Covid-19 facesse la sua comparsa.

In conclusione, “i governi devono agire rapidamente e con forza per superare il coronavirus e il suo impatto economico”, continua l’organizzazione. “I governi devono garantire misure di sanità pubblica efficaci e dotate di risorse adeguate per prevenire l’infezione e il contagio e attuare politiche ben mirate a supporto dei sistemi sanitari e dei lavoratori”. Secondo l’Ocse è necessità primaria “proteggere i redditi dei gruppi sociali vulnerabili e delle imprese durante l’emergenza”. Le politiche macroeconomiche di supporto, conclude nel report, sono sì utili perché “possono aiutare a ripristinare la fiducia e favorire il recupero della domanda poiché le epidemie virali si attenuano, ma non possono compensare le interruzioni immediate derivanti dall’applicazione delle restrizioni di viaggio”.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta