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Washington, 30 nov – In seguito alle tensioni nel mar d’Azov tra Russia e Ucraina il presidente americano Donald Trump ha deciso di cancellare l’incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin, in programma nel corso del G20 di Buenos Aires. L’annuncio è arrivato via twitter.
“Visto che le navi e i marinai ucraini non sono stati riconsegnati dalla Russia ho deciso che la cosa migliore per tutti è cancellare l’incontro in Argentina precedentemente programmato con il presidente Vladimir Putin”, ha scritto Trump, auspicando che l’atteso summit si possa svolgere appena risolta la questione ucraina. Secca la risposta di Mosca, che tramite il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato: “Se non ci sarà il vertice tra Putin e Trump a margine del G20, il presidente russo avrà un paio di ore in più per incontri utili”, aggiungendo però che l’unica notizia della cancellazione dell’incontro è stata diffusa via internet. Il tweet di Trump è stato un improvviso cambio di rotta. Sebbene il tira e molla sulla conferma dell’incontro si sia susseguito per tutta la giornata, poco prima del messaggio social o stesso Trump aveva dichiarato ai giornalisti che il G20 di Buenos Aires rappresentava un momento favorevole per incontrare Putin. Un’ora dopo la cancellazione via twitter.
Il sospetto è che dietro alla motivazione ufficiale relativa alle tensioni tra Mosca e Kiev con la mancata restituzione di navi e marinai all’Ucraina, ci sia molto altro. Nelle stesse ore in cui si dibatteva sull’opportunità o meno dell’incontro di Buenos Aires, l’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, ha dichiarato la sua colpevolezza davanti a una corte di New York, affermando di aver mentito al Congresso su un progetto per costruire una Trump Tower a Mosca, minimizzando i suoi rapporti con il Cremlino. Cohen ha anche affermato che in piena campagna elettorale americana la società di Donald Trump, mentre negoziava per una Trump Tower a Mosca, voleva offrire un attico da 50 milioni di dollari a Vladimir Putin nel futuro grattacielo. Se quanto ha affermato ieri Cohen questa volta è la verità, la posizione di Trump nel Russiagate si complica.
Solo sullo sfondo c’è anche la questione ucraina. Il riacutizzarsi della crisi tra Russia e Ucraina si è verificato dopo che alcune navi della marina di Kiev hanno sconfinato nello stretto di Kerch. Episodio da cui è scaturita una sorta di battaglia navale, che ha portato il presidente ucraino Petro Poroshenko ad adottare la legge marziale. Da Mosca il presidente russo Putin ha accusato Poroshenko di aver creato ad arte la “provocazione” navale per aumentare i suoi voti prima delle elezioni del 2019.
Sta di fatto che l’annullamento dell’incontro in agenda tra il tycoon e Putin è la prima vera presa di distanza di Trump da Mosca.
Anna Pedri
 
 
 

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