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Londra, 12 nov – Pochi giorni fa la Banca d’Inghilterra ha ufficialmente rifiutato di restituire 14 tonnellate di oro di proprietà (che tiene in custodia assieme a parte dell’oro di molte altre nazioni, come la nostra) dello Stato Venezuelano trincerandosi dietro problemi burocratici legati alle norme antiriciclaggio.
In breve – stando al solitamente affidabile Times – ha affermato che l’oro appartiene allo Stato Venezuelano e che gli ispettori della BoE erano preoccupati che l’uso di questo oro potesse essere per arricchire personalmente Maduro e la propria cricca; aggiungendo poi di voler sapere quali utilizzi intendesse farne il governo venezuelano.
Informalmente Reuters ed altre agenzie parlano anche della difficoltà a organizzare un viaggio con tali necessità e dell’ostacolo di reperire mezzi e assicurazioni per garantirne la totale sicurezza. In ogni caso si parla di un evento atipico ed entrambe le spiegazioni non reggono rispetto all’enormità del fatto che, molto semplicemente, la Banca di Inghilterra sta indebitamente trattenendo oro di una Nazione sovrana.
Difficile credere che il problema sia semplicemente logistico: si tratta ovviamente di un viaggio complesso, ma d’altra parte solo negli ultimi anni sono stati organizzati analoghi viaggi ad esempio da Londra verso Berlino o dagli USA verso la Turchia.
Ancora di più è incredibile che la BoE si permetta di ostacolare una richiesta ufficiale chiedendo al governo Venezuelano, titolare dell’oro, quali siano gli usi che tale governo, al momento in estrema difficoltà economica, intenda perseguire. Ovviamente molti analisti semplicemente avanzano l’ipotesi che la BoE ed il governo inglese vogliano offrire sponda alla pressione che il governo USA sta esercitando in ogni modo contro Maduro.
Al di là delle motivazioni reali o presunte, rimane un solo dato politico certo: l’oro non rientra.
E considerato la corsa a riappropriarsi delle proprie riserve che molte nazioni hanno effettuato negli ultimi anni (Germania e Turchia solo negli ultimi 12 mesi) viene da chiedersi se forse, visto che lo Stato Italiano è titolare della quarta riserva aurea al mondo, in larghissima parte custodita all’estero (New York e Londra) anche gli italiani dovrebbero interrogarsi sulla possibilità di riportare a casa il proprio oro visto che pare che, in tempi di tensione internazionale, la titolarità del metallo non sia garanzia sufficiente, nel mondo degli squali della finanza internazionale, per disporre delle proprie ricchezze.
Guido Taietti

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3 Commenti

  1. Giustissimo il richiedere il nostro oro indietro.Ma ancora piu’ importante è levarlo poi dalla banca d’italia, visto che è privata al 95% dal 1992 con la svendita e privatizzazione delle banche pubbliche che ne avevano la proprietà. E’ una cosa molto grave che cio’ non sia ancora stato fatto con il rischio che i circa 100 miliardi di euro di oro degli italiani spariscano magari a coprire perdite bancarie private generate sempre da altri istituti finanziari privati o con altri giochetti della finanza

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