Washington, 22 dic – La lotta all’immmigrazione clandestina di Trump fa scattare lo “shutdown” per il governo Usa, ossia lo stop alle attività non essenziali, perché il Congresso non ha stanziato i fondi per finanziarle.

L’amministrazione Usa è arrivata a questo punto perché il presidente non ha accettato di firmare la legge che avrebbe fornito le coperture necessarie, perché non conteneva 5,7 miliardi di dollari destinati alla costruzione del muro lungo il confine col Messico.

E’ in atto quindi un braccio di ferro con i Democratici al Congresso, perché Trump non può rischiare di perdere il sostegno della sua base, e quindi di non essere rieletto nel 2020.

Nel dettaglio, il 75% dei servizi dello stato sono finanziati fino a settembre del 2019, ma la legge che garantiva i fondi per il restante 25% scadeva alla mezzanotte di ieri. Trump aveva detto che non l’avrebbe rinnovata, se non conteneva i 5,7 miliardi necessari a costruire 215 miglia di muro, o di recinzione metallica. Il presidente ha preso questa posizione perché vuole rafforzare la sicurezza dei confini e contrastare i flussi migratori incontrollati.

I democratici, dal canto loro, ritengono che i problemi dell’immigrazione illegale e del narcotraffico non si risolvono con il muro. Quindi si sono opposti alla richiesta del capo della Casa Bianca, e sono riusciti a bloccarla, perché per passare al Senato avrebbe bisogno di una maggioranza qualificata di 60 voti, che i repubblicani non hanno.

Ora, con lo “shutdown”, 380 mila dipendenti pubblici resteranno a casa, mentre altri 420 mila lavoreranno senza ricevere lo stipendio. Servizi come i parchi nazionali e i musei saranno ridotti, ma anche agenzie come la Nasa e dipartimento di Stato subiranno contraccolpi.

L’impasse politica è difficile da superare, perché il presidente non può obbligare i democratici a finanziare il muro, ma l’opposizione non può costringerlo a firmare una legge che non condivide. Trump è convinto che gli elettori penalizzeranno i democratici per la crisi, mentre i democratici sono sicuri che sarà lui a pagare il prezzo politico.

Intanto mentre la first lady Melania e il figlio Barron partono per le vacanze in Florida, Donald resta alla Casa Bianca, postando un tweet in cui dice che non parte perché rimane “per vedere se i Democratici ci aiuteranno a proteggere i confini meridionali degli Stati Uniti”.

Adolfo Spezzaferro

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